Strade dissestate e topi, centinaia di cagliaritani in rivolta: “Troppi pericoli da piazza D’Armi a San Michele”

Cittadini feriti dopo le cadute nelle buche, discariche a cielo aperto e rifiuti lanciati addirittura dai balconi. Petizione al Comune: “Degrado a Tuvumannu e San Michele, nella zona di piazza D’Armi c’è chi si è fratturato per colpa delle buche: Truzzu, non siamo cittadini di serie B”


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Centinaia di cagliaritani in rivolta in due rioni molto popolosi della città. Da piazza D’Armi a San Michele, passando per Tuvumannu: degrado a go go, strade dissestate e topi che scorrazzano. E gli interventi, promessi dal Comune già da anni, mai realizzati. In 150 hanno firmato una petizione, le firme sono già state consegnate all’amministrazione comunale da Patrizia Tramaloni, portavoce del comitato Interquartieri: “Denunciamo le condizioni di degrado ed assenza di manutenzione ed infrastrutturazione di diverse aree cittadine che creano non solo problemi di vivibilità ma anche di rischio sicurezza per assenza igiene o per rischio di incolumità pubblica e danni a persone e cose. Da diversi quartieri giungono sollecitazioni di attenzione e presa d’atto di cui noi come semplici cittadini non possiamo che acquisire informazioni ed affidarci agli organi amministrativi competenti ed i pubblici
poteri per gli interventi più adeguati del momento o oggetto di pianificazione. Ripetute sono le istanze provenienti dalle zone commerciali e di servizio dei quartieri storici relativamente allo scarico di rifiuti abbandonati senza alcuna regola o criterio, ad iniziare da via Satta, al punto tale da
ostacolare l’esercizio delle microattività imprenditoriali, ma ancora più grave appare l’utilizzo di aree pubbliche, come quella tra via Campeda e Mandrolisai dove pare che i rifiuti vengano addirittura lanciati da
terrazze e balconi, alimentando un processo di fermentazione con topi ed animali in putrefazione che lasciano esalazioni da rendere l’aria irrespirabile, soprattutto col caldo estivo”, si legge nella petizione, con la quale si sprona il Comune, oltre ad aumentare i controlli, anche ad eseguire lavori di messa in sicurezza rimasti sinora sulla carta.
“Un’altra area denunciata come discarica abusiva ed incontrollata è quella della strada seminterrata della via Castelli, da cui pare provenga la proliferazione di topi che si diffondono anche nell’area universitaria del Polo di Ingegneria e nel centro abitato di via Peschiera per cui le esche contro i topi dovrebbero essere inserite nel paniere Istat per la determinazione dei prezzi al consumo nel Comune di Cagliari. Ma pure l’area
incontrollata perimetrale del dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica, lato via Castelfidardo, si sta tramutando in una discarica a cielo aperto nello sterrato oltre il muretto di cinta del lato belvedere. Vi sono poi strade che mai sono state oggetto di manutenzione come la traversa Abruzzi in cui è diventata pericolosa sia la pedonalizzazione, per assenza di marciapiede e illuminazione pubblica, diffuso dissesto stradale e sia la percorrenza veicolare, in quanto le auto sprofondano nelle buche mentre le ruote slittano rimanendo incastrate e distruggendo parti meccaniche di auto e degli altri mezzi veicolari. Tale area
richiede un intervento risolutivo e non ad effetto tampone, in quanto vi è pure il terrore di eventi alluvionali importanti in cui l’area depressionaria, su cui si affacciano le case popolari di presunta
competenza di Area”, proseguono i cittadini, “non dispone di un solo punto di scarico di
acque meteoriche, trasformandosi in zona lagunare dove tutto, comprese le auto parcheggiate, vengono ingoiate, ed essendo quest’area localizzata in un punto non visibile dalla strada principale, viene utilizzata per abbandono auto rubate o dimenticate per evitare i costi di rottamazione, nonché per scarico rifiuti
ingombranti non denunciati per evitare lo smaltimento regolamentare. Anche le strade a rischio sinkhole nei tratti delle vie Goito (in cui nel ’83 sprofondò un’intera palazzina), Castelfidardo e Montenotte ed il sottosuolo della piazza D’Armi, attendono la realizzazione dei progetti anzitempo approvati e finanziati di messa in sicurezza anche dell’ampia cavità sotterranea con
riempimento reversibile, realizzazione rotatoria, infrastrutturazione con sottoservizi stradali ed adeguamento regole di mobilità veicolare per favorire fluidificazione del traffico e prevenire i gravi incidenti che oramai non si contano più.
I residenti di Via Montenotte vivono col terrore dell’ennesima voragine nella strada, per un sottosuolo incoerente peraltro già diagnosticato come a rischio elevato a seguito di un’indagine geotecnica e geognostica del Comune, e caratterizzato da un affossamento stradale che diventa sempre più evidente e preoccupante. Tuttavia, da allora nessun intervento programmato e finanziato é mai stato realizzato nel quartiere, neanche in questo punto di elevata criticità”. Patrizia Tramaloni è netta: “Alcuni interventi non sono stati completati da quando c’è la Giunta Truzzu, non siamo cittadini di serie B. Solo dietro piazza D’Armi tre cittadini, negli ultimi mesi, sono caduti per colpa di buche e fossi e si sono fratturati”. Le richieste sono chiare: “Vogliamo una sinergia collaborativa tra enti regionali ed uffici amministrativi locali perché la percezione di assenza di un governo locale non fa altro che generare sfiducia collettiva, comportamenti anarchici, sopraffazione da parte di aggregazioni delinquenziali che terrorizzano e
spaventano i residenti con postazioni notturne e al buio, furti, intimidazioni, distruzioni”.


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