Per le ultime notizie entra nel nostro canale Whatsapp
Niente musica all’esterno dei locali. lo stop parte delle 22 e riguarda tutte le zone della città più interessate alla movida, dalla Marina al Poetto e da Castello al Parco della Musica. Il provvedimento sarà presentato domani dal sindaco Massimo Zedda e dall’assessora alle Attività produttive Marzia Cilloccu. Con loro anche i rappresentanti dei locali che hanno dovuto accettare la limitazione: secondo le versioni circolate l’unico compromesso possibile con la Regione che, fino a qualche mesa fa, chiedeva lo sgombero dei tavolini alle 24, per tutelare i residenti di Marina e Stampace dai rumori nelle ore notturne.
A protestare oggi è l’opposizione in Consiglio comunale. “Credo che le 22 sia un limite esagerato”. commenta Pierluigi Mannino #Cagliari16, “e che sarebbe più comprensibile un divieto tarato sui decibel eccessivi. In questa città si sta diventando un po’ troppi intolleranti (e in effetti i motivi ci sarebbero tutti) ma stupisce che l’intolleranza stia diventando prerogativa degli eredi dei figli dei fiori e della sinistra. Probabilmente”, aggiunge, “ci vorrebbero meno divieti e più controlli. È inutile ampliare l’elenco delle cose vietate se poi non c’è chi controlla e fa rispettare i divieti. Sembra che si navighi a vista, piccolo cabotaggio ma questa città avrebbe bisogno di altro”.
“Caro Zedda, il problema non si risolve interrompendo e vietando la musica dalle 22.00 in poi”, scrive nella propria pagina facebook Stefano Schirru, capogruppo Fi e vicepresidente della commissione Attività produttive, “cosa peraltro assurda se si vuole far decollare il turismo in città anche in previsione delle contestate pedonalizzazioni. Dovresti cominciare con il chiedere a Pigliaru di dimettersi e di mandare a casa la pletora di professori da lui riesumata, per ridare finalmente la parola agli elettori. Così faresti gli interessi della tua città”.