Stato di crisi alla Saras a un passo, allarme lavoro in Sardegna: la raffineria verso la cassa integrazione

La notizia è clamorosa: la Saras di Sarroch va verso lo stato di crisi, con lo spettro della cassa integrazione all’orizzonte. Nel silenzio del Comune di Sarroch, l’azienda lo ha anticipato alle organizzazioni sindacali e oggi ci sarà un incontro decisivo. La notizia era rimbalzata per tutto il giorno a Sarroch, ieri a tarda sera è arrivata la conferma: nella più grande raffineria del Mediterraneo, nell’anno del Covid, si profila il passo indietro

La notizia è clamorosa: la Saras di Sarroch va verso lo stato di crisi, con lo spettro della cassa integrazione all’orizzonte. Nel silenzio del Comune di Sarroch, l’azienda lo ha anticipato alle organizzazioni sindacali e oggi ci sarà un incontro decisivo. La notizia era rimbalzata per tutto il giorno a Sarroch, ieri a tarda sera è arrivata la conferma: la più grande raffineria del Mediterraneo, nell’anno del Covid, è a un passo dal via alla cassa integrazione, da valutare per quanti operai o altri addetti. E ad anticipare la notizia non è stato il sindaco Salvatore Mattana, in un territorio che vive grazie ai posti di lavoro della Saras, ma il Psd’Az, con un post su Fb poi confermato da fonti interne alla Saras e dai sindacati: “Da qualche mese si susseguono le voci di un possibile stato di crisi del Comparto Industriale di Sarroch. Negli ultimi giorni queste voci si son fatte sempre più insistenti, fino a oggi che anche se non ufficialmente sembrano confermare purtroppo questo trend negativo del comparto petrolifero. Ovviamente se di crisi si tratta deriva da congetture internazionali che subiscono la crisi del Covid su tutti i settori. Sarroch è sempre stata un “isola felice” cosi per anni ne hanno fatto vanto sia il mondo degli industriali, le parti sociali, e il mondo politico sardo tutto. Noi speriamo che questa sia una “crisi” temporanea, anche se è innegabile che il declino del fossile sia ormai irreversibile. Anche se nessuno è pronto a sfornare alternative che possano rappresentare un ancora di salvezza per i lavoratori, i territori e l’indotto. Parliamo di una fetta importante di “PIL Sardo” e quindi di economia, buste paga per intenderci. Ovviamente per creare alternative anche per il medio lungo periodo, contando che la crisi del comparto sia solo passeggera, servono comunque idee, progetti, e buona volontà per realizzare il tutto. Questi per il comune di Sarroch sono stati 5 anni di “Transizione lenta” per essere buoni, tempo prezioso che non è stato sfruttato per progettare il futuro con o senza una parte dell’indotto industriale. Un vero peccato vista anche la nostra disponibilità a collaborare con proposte e progetti. Nonostante questo ribadiamo la disponibilità a collaborare per il bene del paese e del territorio e chiediamo all’amministrazione comunale di riferire al più presto sulla situazione lavorativa dell’area industriale attivando da subito un confronto con tutto il comparto industriale, parti sociali, la Regione e con il governo per la salvaguardia dell’intera area industriale di Sarroch”, le parole del gruppo del Psd’Az. In una Sarroch che ha già pagato il suo prezzo in termini di inquinamento, e ora rischia uno storico contraccolpo della cassa integrazione, che a catena potrebbe colpire lavoratori di tutto il Cagliaritano. In serata la conferma da fonti sindacali. Saras verso lo stato di crisi, pronta la cassa integrazione.


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