Spari contro le guardie giurate nell’assalto al portavalori: “Assurdo rischiare la vita per mille euro”

Hanno visto la morte in faccia gli uomini rimasti feriti nel conflitto a fuoco col commando dei rapinatori. Fioccano le polemiche dei sindacati: “Portano il pane a casa ma il loro contratto è scaduto da sette anni: è inconcepibile”.


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Ennesima rapina ai danni di un furgone portavalori in Sardegna, due guardie giurate della Vigilpol sono rimaste ferite dai colpi d’arma da fuoco del commando di malviventi che ha assaltato il blindato tra Thiesi e Giave. Non è, appunto, la prima volta, e i sindacati intervengono subito per esprimere tutto il loro sdegno: “Non è concepibile che si rischi la vita giornalmente per uno stipendio di poco più di mille euro al mese per portare il pane a casa. Siamo di fronte ad un serio problema di sicurezza sia delle guardie giurate che dei cittadini. Il decreto Maroni, che avrebbe dovuto regolamentare questo settore, ha di fatto, introdotto normative che si ritorcono sul destino lavorativo delle guardie”, attacca Antonello Lecis, segretario regionale dell’Ugl. “Chiediamo ai prefetti competenti per territorio in Sardegna la convocazione di un vertice straordinario congiunto, per esaminare il caso dal punto di vista dell’ordine pubblico, per un controllo su le misure attuate dagli istituti di vigilanza per tutelare i propri dipendenti. Sara sottoposta anche la richiesta di verificare la possibilità di far svolgere il servizio di trasporto valori con somme inferiori ai 100mila euro sempre con due guardie giurate, mentre attualmente gli istituti di vigilanza si limitano a inviarne una soltanto, rendendo più facile ai delinquenti la possibilità di un’aggressione. Tutta la vicinanza e la stima per le guardie giurate ferite”.
“Da troppo tempo denunciamo inascoltati la pesante condizione di rischio al quale sono esposti i lavoratori della vigilanza, costretti, oltretutto, a operare senza alcun riconoscimento normativo e reddituale”. A dirlo è la segretaria regionale Filcams Cgil, Nella Milazzo, commentando l’ennesimo assalto a un furgone portavalori. “Il contratto collettivo della vigilanza armata e servizi fiduciari è scaduto da più di sette anni”, aggiunge la segretaria, sottolineando che “le pesanti situazioni di pericolo e stress che caratterizzano il lavoro in questo settore non sono nemmeno compensate da una retribuzione equa”. L’appello va alle associazioni datoriali che sino ad oggi sono rimaste sorde alle sollecitazioni dei sindacati: “Occorre rinnovare in tempi stretti il contratto collettivo e riconoscere l’adeguamento salariale e normativo assurdamente negato per sette anni ai lavoratori che ogni giorno mettono a rischio la loro vita per svolgere una attività indispensabile a vantaggio di tutta la collettività”. La Filcams Cgil, fiduciosa nel lavoro delle forze dell’ordine, nell’esprimere vicinanza ai feriti e l’augurio di una pronta guarigione, “assicura che proseguirà nella sua azione di rivendicazione di condizioni di sicurezza, qualità del lavoro e rispetto dei diritti, compreso quello al rinnovo del contratto”.


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