Sos prostituzione a Cagliari, residenti disperati: “Le nostre notti tra urla, minacce e fuochi”

Viale Elmas “centro” del mercato del sesso all’aperto, la testimonianza choc di un’abitante: “Il coprifuoco scatta ogni sera alle venti, impossibile uscire pure per portare il cane a spasso. Si vive in una continua paura, sbarrati in casa con il fumo dei copertoni bruciati che rende irrespirabile l’aria”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA ESCLUSIVA

Via Po, via del Fangario, viale Monastir, viale Elmas: la prostituzione all’aperto è ancora florida nelle strade periferiche di Cagliari. Ogni sera il mercato del sesso a pagamento è attivo per molte, molte ore. E i residenti iniziano – seppur in anonimo – ad alzare la voce. Il via vai continuo di automobili, le urla, i litigi: tra chi vive da anni in quella zona della città c’è chi inizia a dire “basta”. Qualche tempo fa c’è stata l’iniziativa di alcuni commercianti: hanno fatto firmare una petizione e l’hanno portata al Comune, chiedendo controlli serrati e lanciando, nei fatti, un sos-sicurezza. Ma nulla è cambiato. Laura ha 68 anni e vive in viale Elmas da decenni: “La sera è impossibile uscire di casa, anche un gesto semplice come quello di portare a spasso il proprio cane diventa impossibile. Ci sono le signore che stazionano sui marciapiedi e, spesso, si sentono urla e litigi. Dalle venti sino all’alba io e la mia famiglia restiamo chiusi dentro casa”, dice la donna.

 

Le telefonate alle Forze dell’ordine si sprecano: “Non so se poi vengano a fare dei controlli, non sto mica alla finestra a controllare, ma comunque la situazione qui non è mai cambiata”, osserva Laura. “Preferisco non farmi vedere in volto perché in viale Elmas, la notte, circola gente poco tranquilla, non voglio correre rischi. Qualche mio parente ha avuto il coraggio di andare a chiedere alle signore di abbassare il tono della voce, ma è stato preso a male parole”. E allora, non si può far nient’altro che attendere, ogni notte, l’arrivo dell’alba per ritrovare la tranquillità. “Potrebbero aprire le case chiuse, sono favorevole all’idea. Almeno così quelle signore andrebbero via da qui. Tra urla, bisticci e copertoni e rifiuti bruciati, sono tante le notti di paura”.