Sos degli infermieri alla Regione: “Sì a nuove assunzioni nella Sanità in Sardegna”

Fials: “Gli ultimi accadimenti su scala mondiale abbiano permesso a tutti di comprendere che in sanità è necessario investire e non fare dei meri calcoli ragionieristici di ridimensionamento di costi, di organici e di posti letto”

Nuove assunzioni nella Sanità in Sardegna. La richiesta è del sindacato Fials. Dopo la Manifestazione tenutasi del 25 giugno ha chiesto un incontro ai vertici dell’assessorato alla Sanità per rappresentare i disagi e le ingiustizie subite dai lavoratori. La richiesta d’incontro è stata accolta. Il primo punto trattato, il riconoscimento promesso e auspicato per i lavoratori impegnati nell’emergenza covid 19, che come promesso dall’Assessore alla Sanità e dal Presidente della Regione Sardegna, dovrebbe essere approvato entro il mese, per un importo di almeno tre milioni di euro (approssimativamente), nel caso in cui non si riuscisse a recuperare ulteriori fondi dal bilancio regionale.
Ecco le altre richieste nel comunicato del segretario Fials Paolo Cugliara: “Immediata acquisizione di risorse umane mancanti nelle Aziende Sanitarie Regionali, in particolare nella AOU (Cagliari) al fine di consentire la fruizione delle ferie estive, permettendo alle aziende che non possono accedere alla graduatoria, la nomina di infermieri in “somministrazione oraria” nelle more dell’espletamento dei procedimenti amministrativi necessari per l’assunzione da graduatoria a Tempo Determinato e/o l’espletamento di eventuale concorso.
Assunzioni per il necessario reintegro degli organici, ridotti dai decennali blocchi del turn over, dei mancati investimenti, dei tagli alla sanità degli ultimi anni; – Pagamento dei festivi, scippati da un parere ARAN non vincolante, dopo essere stati riconosciuti per intere carriere lavorative; – selezione per il conferimento degli incarichi per soli titoli poiché dall’ultima selezione per AFD /Coordinamento di fine anni 90 , l’ex ASL 8, oggi ATS Sardegna, si regge sul lavoro , in taluni casi anche decennale, dei cosiddetti “facenti funzioni” a titolo totalmente gratuito, e con valutazione positiva, condizione che riteniamo debba essere dovutamente riconosciuta; – maggiore trasparenza da parte dei vertici aziendali ATS Sardegna (per esempio, con riferimento al conferimento degli incarichi, chiediamo che sia trasmesso l’organigramma previsto con conseguente incontro con i rappresentanti dei lavoratori) Perché tanti misteri nell’amministrare la pubblica amministrazione? – attivazione e valorizzazione dell’ Infermiere di Famiglia e di Comunità – Immediato adeguamento dell’ATS Sardegna dalla normativa nazionale in materia di appalti pubblici mediante l’approvazione del regolamento per gli “incentivi per le funzioni tecniche” (giusto riconoscimento ai dipendenti impegnati in queste Complesse e delicate procedure, emersa anche nei periodi emergenziali del Covid 19), già in essere nelle altre aziende Sanitarie della Sardegna ; – Adeguamento, sulla base di rilevazioni relativi al costo della vita, , in merito al servizio sostitutivo mensa (buoni pasto), con allineamento agli standard nazionali delle altre Pubbliche Amministrazioni. Certi che gli ultimi accadimenti su scala mondiale abbiano permesso a tutti di comprendere che in sanità è necessario investire e non fare dei meri calcoli ragionieristici di ridimensionamento di costi, di organici e di posti letto, rimaniamo in attesa di una positiva e adeguata risposta da parte della politica regionale”.

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