Sos ai carabinieri: “Emergenza sovraffollamento al Policlinico, degenti accalcati nelle stanze”

E’ quanto si legge nella lettera che NurSind, il sindacato degli infermieri, ha inviato ai Nas e all’Ispettorato del Lavoro. La replica dell’ospedale: «Al Policlinico non c’è nessuna violazione delle norme anti covid e nessun decadimento assistenziale»


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«Violazione norme anti COVID -19, decadimento assistenziale per sovraffollamento delle UU.OO. di degenza Medicina Blocco C e blocco M, P.O. Duilio Casula. Richiesta attività ispettiva». Si legge questo nelle prime righe della lettera che il Sindacato delle professioni infermieristiche, il NurSind, ha inviato ai Nas dei Carabinieri, all’Ispettorato del Lavoro, allo Spresal (Prevenzione e Sicurezza per il lavoro) e ai Direttori Generali dell’Aou.
«Le Medicine del blocco C e blocco M sono sovraffollate: ci sono ricoverati non solo nei corridoi, ma è anche stato autorizzato il posizionamento del terzo letto nelle stanze di degenza già di dimensioni ridotte, esponendo così i pazienti vulnerabili -per le loro precarie condizioni di salute ed età spesso avanzata – a seri rischi a causa della mancata applicazione delle misure di prevenzione e contenimento alla diffusione del COVID -19. Abbiamo inoltre ritenuto opportuno – ha detto Christian Cugusi, dirigente sindacale del NurSind – segnalare che all’aumento del numero di degenti in queste unità operative, con il contestuale sovraffollamento del reparto e delle camere di degenza – oltre la normale capienza prevista dai criteri di accreditamento- non è ovviamente corrisposto il mantenimento del livello assistenziale, sia in termini di operatori sanitari infermieri e OSS impiegati, che di qualità di servizio fornito».
Letti aggiuntivi nei corridoi, medicherie e stanze di degenza. «Si tratta di barelle, ovvero letti sprovvisti di campanello di chiamata, erogatore di ossigeno e aspiratore e di stanza dei servizi igienici. Così – ha proseguito Cugusi – per l’operatore diventa particolarmente complesso fornire interventi di emergenza per mancanza di spazi, che non sono sufficienti per il transito del carrello delle emergenze e per le manovre rianimatorie che, in generale, potrebbero doversi rendere necessarie».
In queste condizioni assistenziali il NurSind sottolinea anche l’inosservanza, a discapito dei pazienti del diritto alla privacy, e il grave pericolo che correrebbero in caso di evacuazione a seguito di eventi calamitosi, per il sovraffollamento che si è creato e la relativa mancanza di spazi.
«In conclusione – hanno scritto i rappresentanti sindacali – il decadimento assistenziale si ripercuote inevitabilmente sulla corretta attuazione delle misure di prevenzione del COVID – 19, favorendo i contagi in misura esponenziale in questa quarta ondata epidemica, come dimostrano inconfutabilmente i dati, tra operatori sanitari e pazienti, oltreché sulla sicurezza a tutto campo degli stessi”.
La replica dell’ospedale. «Al Policlinico non c’è nessuna violazione delle norme anti covid e nessun decadimento assistenziale. Il Nursind forse dimentica che a Cagliari ci sono solo due ospedali no Covid operativi, il Policlinico e il Brotzu, mentre prima della pandemia erano 4: dunque attualmente mancano in città circa 500 posti letto. Il nostro ospedale e quello dell’azienda Brotzu si stanno facendo carico in emergenza di pazienti che altrimenti non potrebbero essere ricoverati da nessuna parte. Noi tuteliamo  i pazienti sempre e comunque: per questo non abbiamo nessun ricoverato nei corridoi e abbiamo deciso di aggiungere in alcune stanze di degenza il terzo letto: il ricovero in camera è molto più sicuro per i pazienti e dignitoso della sistemazione nelle corsie.
Quanto all’organico, è chiaro che dovendo far fronte a un numero di pazienti decisamente superiore rispetto al normale e al fatto che il virus purtroppo contagia anche il personale che lavora negli ospedali, è chiaro che qualche problema ci sia. Problemi che sono assolutamente ben chiari alla direzione aziendale per la cui soluzione si sta operando fattivamente. A breve si provvederà con l’assunzione a tempo indeterminato di ulteriori collaboratori sanitari infermieri, inseriti nel piano del fabbisogno approvato.
Il direttore generale si è insediato ufficialmente il 3 gennaio, quindi una settimana fa e si sta procedendo alle calendarizzazioni degli incontri con comparto, dirigenza e organizzazioni sindacali».


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