Soru, esposto a Corecom e Agcom: “Io oscurato, ignorata la par condicio anche dal servizio pubblico”

Il candidato presidente della Coalizione sarda: “Ci stanno togliendo la voce, spazi alle due coalizioni triplicati con l’arrivo dei leader nazionali, violazione grossolana del pluralismo e violenta intromissione nella campagna elettorale per le elezioni regionali”


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“In Italia e in Sardegna, dove per altro la stampa riceve sostanziosi contributi pubblici, sacrosanti visto il ruolo primario nel sistema democratico, i giornali continuano a definirsi indipendenti ma poi alterano con malizia la percezione dei lettori. Per questa ragione, per la palese violazione della par condicio e delle pari opportunità da assicurare a tutti i candidati, la Coalizione sarda ha depositato un esposto al Corecom regionale e all’Autorità nazionale Garante delle comunicazioni”. Lo annuncia il candidato presidente Renato Soru.

“Ci stanno togliendo la voce. Da giorni le iniziative e le proposte della Coalizione sarda e del suo candidato presidente sono scomparsi dalle pagine dei giornali e dai servizi delle televisioni sarde. I media della Sardegna, complice anche l’invasione quotidiana dei leader nazionali, hanno deciso chi siano i candidati sui quali le cittadine e i cittadini della Sardegna meritano di essere informati. I loro spazi sono raddoppiati o addirittura triplicati gli spazi grazie ai segretari nazionali o ai ministri in carica, con punte di piaggeria che sarebbero imbarazzanti anche per organi di partito”, dice Soru. “È una grossolana violazione del pluralismo e una violenta intromissione nella campagna elettorale per le elezioni regionali. È una condotta che fa a pezzi le norme deontologiche del giornalismo.

La stampa – sottolinea ancora Soru – dovrebbe essere super partes e assicurare spazio e visibilità a tutte le proposte politiche in campo. Invece, oggi più che mai, è diventata agente attivo della propaganda elettorale e della narrazione dei candidati degli schieramenti nazionali. Se gli organi di informazione in mano a privati sono tenuti a rispettare almeno i principi base del pluralismo, è scandaloso quanto messo in atto dal telegiornale regionale del servizio pubblico, finanziato coi soldi dei cittadini. Negli ultimi dieci giorni lo spazio assicurato a Renato Soru e alla coalizione è stato praticamente nullo.

L’informazione – conclude l’ex governatore – è un bene primario della democrazia. Però avere un ruolo pubblico comporta responsabilità e non consente di agire in modo arbitrario e manipolatorio. Le cittadine e i cittadini devono ricevere tutte le informazioni per formarsi un’opinione su quello che succede intorno a loro, a maggior ragione quando vengono chiamati a esprimere le loro idee con un voto”.

 


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