Sono 7 i casi sospetti di Omicron in Sardegna, e l’Aou lancia l’allarme ospedali: “Prepariamo nuovi posti letto”

Altri 5 campioni sospetti arrivati al termine del flash survey che si aggiungono ai due di ieri e ai 3 già accertati. “Stiamo andando verso un incremento del numero dei pazienti ricoverati in area Medica”, dice il direttore sanitario dell’Aou Sassari, Francesco Bandiera, che annuncia l’allestimento di nuovi posti letto

Sono 7 i casi sospetti di Omicron in Sardegna. Lo conferma la struttura complessa di Microbiologia e virologia dell’Aou di Sassari, dopo il risultato sospetto su altri 5 campioni arrivato questa mattina a seguito delle indagini che la struttura diretta dal professor Salvatore Rubino ha effettuato ieri nell’ambito delle giornate della sorveglianza – flash survey – che l’Istituto superiore di Sanità fissa due volte al mese per tutta l’Italia.

Nella giornata di ieri la Microbiologia e virologia dell’Aou di Sassari ha partecipato con l’analisi e il sequenziamento di alcuni tamponi per verificare la diffusione delle varianti sul territorio nazionale. “I casi non sono tra loro collegati – fa sapere il direttore di Microbiologia e virologia, professor Salvatore Rubino – e si tratta di cittadini rientrati da soggiorni all’estero, Regno Unito, o nella penisola, Piemonte e Lombardia. Dai risultati preliminari, tuttavia, in Sardegna la variante più diffusa resta ancora la Delta”. Questi 5 casi sospetti si aggiungono ai 2 individuati ieri (cittadino rientrato dall’estero e un suo contatto). Per questi sette casi la conferma del tipo di variante è prevista per il 28 dicembre, data conclusiva del sequenziamento.

La struttura di viale San Pietro lo scorso 6 dicembre ha individuato il primo caso di Omicron dopo l’analisi del tampone effettuato su un cittadino rientrato nell’isola dopo un viaggio in Sud Africa.

“Stiamo andando verso un incremento del numero dei pazienti ricoverati in area Medica – afferma il direttore sanitario dell’Aou Sassari, Francesco Bandiera – per la maggior parte pazienti non vaccinati. Per questo motivo ci siamo già attivati per organizzare una nuova gestione dei posti letto”.


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