Solitudine e suicidi, allarme in Sardegna: “Aumentati per gli effetti di Covid e isolamento, psicologi in tutti gli ospedali”

Tristezza e sconforto portano a compiere gesti estremi, anche nelle strutture sanitarie. I casi di stress psicologico in netto aumento nell’Isola, Angela Quaquero: “Chi vuole farla finita trova il modo, figuriamoci negli ospedali dove c’è carenza di personale. Stiamo ancora subendo il long Covid, i sistemi immunitari sono depressi e lo è diventato, in automatico, anche la nostra psiche”

Esteriormente siamo liberi di girare quasi ovunque senza mascherina, abbracciare i nostri cari e non dover più ricorrere ai tamponi per ottenere, almeno per i non vaccinati, il green pass base. Interiormente, però, i danni di due anni di restrizioni e lockdown hanno creato delle ferite profonde, molto difficili da rimarginare. E la “tendenza generale” legata all’aumento di casi di suicidi in tutta Italia colpisce anche la Sardegna, come conferma la presidentessa dell’ordine degli piscologi Angela Quaquero. E c’è chi compie il gesto estremo in ospedale, solo negli ultimi due mesi sono stati due i casi, venuti allo scoperto, nel solo Santissima Trinità di Cagliari: “È chiaro che in questo momento la solitudine è assolutamente legata all’ospedalizzazione, siamo ancora in un periodo di emergenza sanitaria. La figura dello psicologo ospedaliero è una necessità assoluta, come testimoniano i fatti drammatici dell’ultimo periodo. Lo psicologo non può fare tutto, certo, ma può aiutare e sostenere e tirare fuori le migliori risorse da ogni paziente”, spiega la Quaquero. “Siamo ancora molto lontani da certi risultati”, ammette, sconfortata, la presidentessa dell’ordine degli psicologi. Stilare il profilo psicologico di un paziente destinato a determinati reparti ospedalieri può essere una soluzione per evitare suicidi tra le corsie? “Sarebbe di grandissimo aiuto, ma siamo ancora ben lontani dall’avere una psicologia di base funzionante”. E, comunque, “ci sono situazioni di urgenza in cui i medici si trovano a dover ricoverare qualcuno subito. Ripeto, nelle strutture ospedaliere è importante avere il forte supporto degli psicologi”.
Ma come è possibile che un paziente riesca a farla finita proprio in un luogo, un ospedale, dove dovrebbe essere tutelato 24 ore su 24? “Quando una persona decide di mettere fine alla propria vita riesce a trovare il modo,  figuriamoci dove c’è una mancanza di personale e organici sottodimensionati”, ammonisce la Quaquero. “Dobbiamo ancora recuperare tutte le figure sanitarie perchè tutta la sanità ha avuto dei tagli importantissimi e ora ci ritroviamo con gli ospedali parzialmente sguarniti. Scontiamo anche un periodo di isolamento e di mancanza di socialità. Il long Covid non è solo un fatto fisiologico, c’è il sistema immunitario depresso e una stretta connessione con la nostra psiche, che ci ha portato ad essere più fragili, ecco perchè le prese in carico di pazienti in psicologia sono aumentate vertiginosamente”. E, sull’aumento di suicidi, “la tendenza è generale, riguarda tutta l’Italia. Al di là dei casi estremi, abbiamo un complessivo peggioramento che potrà portare non a casi limitati ma a decorsi enormi, un domani”.


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