Usa la smerigliatrice e fa scoppiare un incendio: 40 ettari in cenere a Uta, denunciato un imprenditore

Il rogo ha distrutto campi e rimboschimenti e ha interessato la viabilità. Nel punto di manifestazione dell’incendio c’erano dei lavori, vietati dalla Protezione Civile per livello di pericolosità arancione. Indagato il responsabile della ditta: rischia fino a 5 anni di reclusione

Quaranta ettari bruciati a Macchiareddu. L’incendio partito dalle schegge di una smerigliatrice utilizzata da un operaio. Il titolare della ditta che stava effettuando i lavori, in una giornata dichiarata a rischio dalla Protezione Civile, è indagato per incendio colposo e rischia fino a 5 anni di reclusione. Intorno alle ore 13 dall’area industriale di Macchiareddu si è sviluppato in grosso incendio che ha impegnato per alcune ore le squadre  del Corpo Forestale della stazione di Uta e del GAUF , squadre di Forestas, Volontari e Vigili del Fuoco oltre che tre Elicotteri del Corpo Forestale decollati dalle Basi di Pula e Marganai ed Elicottero Pesante Superpuma decollato dalla Base di Fenosu.

L’incendio, a causa della vegetazione secca e disidratata, si è propagato velocemente interessando complessivamente oltre 40 ettari di campi, incolti,  rimboschimenti,  interessando inoltre insediamenti e la viabilità dell’area industriale.

L’intervento del Nucleo Investigativo Antincendio del Servizio territoriale di Cagliari del Corpo Forestale ha permesso di accertare che nel punto di insorgenza dell’incendio, in corrispondenza di un impianto fotovoltaico, erano in corso lavori di manutenzione mediante uso di smerigliatrici.

L’uso di quella apparecchiatura il giorno era vietata in quanto la giornata era stata dichiarata di grado di pericolosità arancione dalla Protezione Civile regionale e pertanto , stante la situazione di pericolosità, alcune attività capaci di innescare incendi, tra le quali anche uso di smerigliatrici,  sono vietate.

Per questo sono state sottoposte a sequestro 4 smerigliatrici oltre che porzioni di infrastrutture nel quale si stava operando la ditta. Al momento risulta indagata una persona, il responsabile della ditta, che coordinava sul posto le attività di manutenzione di una squadra di operai. La pena prevista per chi cagiona incendio di origine colposa è sino a 5 anni di reclusione.

L’incendio, come quello grave verificatosi nella giornata del 13 luglio è di origine colposa, caratterizzato da negligenza, imprudenza ed imperizia verificatesi nel compiere determinate azioni.

Al momento nella provincia del Sud Sardegna e del Citta Metropolitana a seguito dell’attività di indagine  ci sono 15 persone sottoposte ad indagini per incendio colposo, una persona arrestata in flagranza di reato per incendio doloso e 7 le persone sottoposte ad indagini per incendio doloso.

 


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