“Sito unico scorie nucleari in Sardegna: minacce reali o distrazione di massa?”

“La Sardegna non è l’immondezzaio dell’Italia oltre il mare, ma una terra abitata da millenni da un popolo che ha il diritto naturale di decidere in casa propria ed i sardi al 97% hanno espresso il proprio dissenso con il referendum consultivo del 2011.” E’ il commento del Movimento Sardigna Libera sulla ventilata “compatibilità” del territorio sardo, a ospitare il deposito di scorie nucleari

“La Sardegna non è l’immondezzaio dell’Italia oltre il mare, ma una terra abitata da millenni da un popolo che ha il diritto naturale di decidere in casa propria ed i sardi al 97% hanno espresso il proprio dissenso con il referendum consultivo del 2011.” Sono le parole del Movimento Sardigna Libera sulla ventilata “compatibilità” del territorio sardo, a ospitare le scorie nuclerari.

“Ribadiamo che non esistono elementi favorevoli all’installazione del deposito radioattivo in nessuna parte del pianeta, a dichiararlo è la Comunità scientifica anche di fronte alle recenti esperienze fallimentari della Germania e dell’America di Obama- incalza Claudia Zuncheddu, che prosegue- Qualora la minaccia fosse reale, il problema sarebbe politico, rientrando nei rapporti di forza tra lo Stato italiano e la Regione Autonoma della Sardegna.

Non bisogna neppure abbassare la guardia qualora invece la minaccia fosse oggetto di distrazione di massa, come avvenuto precedentemente, alla vigilia di importanti provvedimenti in sede di Consiglio Regionale.

Dopo il passaggio del Piano di Riordino della Rete ospedaliera sarda, che ha decretato in buona misura il crollo del consenso elettorale del centro sinistra, l’altro importante passo politico prima della chiusura della Legislatura riguarda la Legge Urbanistica.

Al centro dei grandi interessi estranei ai sardi, c’è sempre la distruzione del nostro territorio.

Sardigna Libera auspica che la Giunta Regionale, lasci ai suoi posteri le decisioni inerenti il sensibile tema della Legge Urbanistica e concentri le ultime energie sulla difesa degli interessi dei sardi dagli attacchi d’oltre Tirreno.