Simona Serrau, la volontaria doc: “Il nostro tempo per i giovani”

Intervista alla nuova delegata regionale della Croce Rossa: “Essere volontari significa dedicare tanto del proprio tempo al servizio degli altri”

Simona Serrau, classe ’87, domenica 8 Marzo è stata eletta Delegata Regionale della V Area CRI -Croce Rossa Italiana di Cagliari. La giovane, impegnata nel campo del volontariato da ben cinque anni, e già occupata a livello regionale non solo con la fascia 8-13 anni ma anche nelle attività di clownerie e con le attività del MIUR con i giovani dai 14 ai 32 anni . Si racconta a Casteddu Online, parlandoci dei suoi obiettivi.

Ti sei candidata a Delegata Regionale, ma ti aspettavi di essere eletta? 

Mi sono candidata perchè dopo anni di volontariato ho deciso di mettermi in gioco, in questo periodo ho maturato tanta esperienza ma non mi aspettavo di essere scelta. Sono felice che il mio percorso ad oggi sia stato apprezzato.

Simona, in cosa consiste il tuo nuovo ruolo?

Questo ruolo richiederà tanto impegno e si pone come primo obiettivo la formazione dei giovani della grande famiglia della CRI (Croce Rossa Italiana), con attività di formazione mirate anche all’interno delle scuole che aderiscono ai nostri progetti. Tra questi è previsto un’importante appuntamento che si svolgerà dal 27 al 29 Marzo in provincia di Oristano dove, per tre giorni, staremo a contatto con i giovani, coinvolgendoli in differenti attività di varie argomentazioni, dall’educazione alimentare all’emergenza e al primo soccorso. Tra i nostri progetti c’è il Campus Estivo, che prevede una settimana a “tutto campo” con igiovani tra i 14 e i 20 anni,settimana di formazione ed informazione, che lascia però spazio al gioco, al divertimento e alla condivisione di tanti momenti di crescita”.

Cosa rappresenta per te il volontariato? 

Credo che dedicare il proprio tempo a coloro che ne hanno bisogno sia un ottimo investimento,per questo ho deciso di dedicarmi al volontariato. Tengo in particolar modo ai nostri giovani e desidero che emergano, senza rimanere nascosti nella comunità”.