Simona Pala, una simpatica “Bar Girl” innamorata della sua professione

Nonostante la crisi il Bar crea buone opportunità di lavoro, specie se si ha professionalità e passione

di Rossana Pintus

Il Bar in genere è una delle attività commerciali più diffuse e, nonostante la crisi, esistono buone possibilità di inserimento se si è qualificati. In particolare, se si ha l’opportunità di curare la propria formazione, di frequentare corsi di specializzazione e di fare esperienza in ambiti diversi, allora la professione del barista, barman, bar girl (o bar lady) e bartender, può creare buone opportunità di posti di lavoro. La figura più comune è quella del barista classico, il barman (o anche “mixologist” in americano) è un “dottore” della miscelazione e si colloca in discoteche, pub e locali notturni; i “bartender” sono simili ai barman ma si differenziano per l’approccio più moderno e l’utilizzo di tecniche che velocizzano molto la preparazione dei cocktails, quindi adatto a gestire situazioni e ambienti con maggiore affluenza come discoteche e pub, a questa categoria appartengono i barman acrobatici e freestyle, in gergo del settore l’insieme delle tecniche arobatiche si chiama “Flair”. Questo mestiere è praticamente un’arte, ed è sempre più diffuso al femminile.

Abbiamo intervistato una Bar girl, una ragazza preparatissima, dolcissima e sempre col sorriso stampato, prerogativa essenziale per questa professione, Simona Pala, 27 anni, di Villacidro. Simona si definisce un pò “pazzoide”, ma a noi è sembrata semplicemente molto simpatica e innamorata del suo lavoro. Da bambina ha praticato per otto anni la ginnastica ritmica agonistica. «I primi lavori come commessa con contratti a termine brevi mi hanno fatto maturare e apprezzare sempre più il contatto con la gente», dice Simona, «il lavoro di barista è iniziato per caso in un bar di Villacidro, la sera nei fine settimana. Poi un amico mi ha proposto le colazioni nel suo locale e così ho iniziato la mia “professione” con la consapevolezza che bisogna essere preparati e soprattutto professionali, questo in qualsiasi attività si decida di intraprendere nella vita. Decisi di specializzarmi frequentando un corso di caffetteria a Milano alla Flair Accademy, seguendo “Latte Art”, poi “Bartending training” e infine “Bar Business”. Le colazioni sono le mie preferite, accogliere le persone di buon mattino con un buon cappuccino artistico e un mio sorriso rende felice me stessa e credo anche i nostri clienti. Ora lavoro stabilmente all’ Ama Cafè a Uta, dove i clienti sono fantastici e mi sento molto apprezzata anche dal mio “capo”, Andrea Podda, che è un gran maestro».


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