Sfascio sanità, i sardi si arrendono e rinunciano a curarsi: troppi costi e liste d’attesa lunghissime

Secondo il report di Cna Sardegna, il 12% dei cittadini non si cura più: un dato spaventoso, che nega un diritto garantito dalla Costituzione


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La Sardegna è al quart’ultimo posto tra le regioni italiane per efficienza e dotazione in ambito sanitario. Che i servizi sanitari isolani siano inefficienti e sottodimensionati è attestato dall’ultimo rapporto dell’Istituto Crea Sanità, un centro di ricerca che elabora annualmente un indice sintetico di performance dei sistemi sanitari regionali, in collaborazione con l’Università di Tor Vergata.

In base ai dati sardi del dossier – elaborati dal Centro studi della Cna Sardegna – emerge che l’isola è penultima in Italia (dopo l’Umbria) quanto a posti letto in specialità ad elevata assistenza. Stessa posizione, questa volta dopo la Calabria, per numero degli anziani beneficiari di assistenza domiciliare integrata. Ma il dato che preoccupa maggiormente è la enorme fetta di popolazione sarda che rinuncia alle prestazioni sanitarie per inefficienza delle strutture pubbliche, costi eccessivi e liste d’attesa troppo lunghe: il 12,3% della popolazione è bisognosa di cure.

“Si tratta di una percentuale altissima, che più di ogni altra testimonia della criticità della situazione del sistema sanitario isolano – commentano Luigi Tomasi e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sardegna – che più in generale fa il paio con il dilagare dell’inefficienza che interessa molti settori della macchina sanitaria, la cui condizione oggi priva i sardi di un fondamentale diritto costituzionale, quello alla salute”.


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