“Razzismo a bordo del bus Arst a Sestu: controllore umilia 2 studenti di colore”

La frase choc durante il viaggio verso Cagliari: “Questi profughi pensano di essere a casa loro”. Esplode la polemica, duro attacco di un gruppo di consiglieri comunali sestesi: “Toni violenti nei confronti dei ragazzi di colore e nessuna multa o rimprovero per altri passeggeri ‘locali’ senza biglietto”

Un episodio di razzismo sul bus dell’Arst la denuncia è dei consiglieri del centrosinistra di Sestu in una lettera diffusa sui social network.

“Gentile direzione dell’Arst, stamattina i ragazzi di Sestu che per andare a scuola hanno preso il pullman direzione Brotzu sono stati testimoni di un episodio gravissimo”, scrivono Fabiola Cardia, Annetta Crisponi, Igino Mura, Michela Mura, Elizabeth Rijo, Francesco Serra e Mario Spiga, “A bordo era presente un controllore che nelle prime fermate non ha verificato alcun biglietto finché in quella di via Cagliari non sono saliti due studenti di colore. Subito al primo ha controllato il possesso del biglietto che ha fatto obliterare, il secondo aveva invece l’abbonamento già timbrato. Malgrado questo il controllore chiedeva venisse timbrato di nuovo e di fronte all’obiezione del ragazzo che gli faceva notare che era un’operazione inutile, il controllore iniziava a urlare frasi inopportune e razziste. “In pullman decido io cosa fare!”, “questi profughi pensano di essere a casa loro” e altre frasi di questo tenore, tutto questo cercando il consenso dei presenti che invece sono rimasti allibiti e sorpresi. I due ragazzi di colore visibilmente scossi e umiliati non hanno più replicato.
Nelle fermate successive il controllore ha verificato la presenza di passeggeri “locali” senza biglietto che non ha né sanzionato né rimproverato con il tono violento riservato ai due ragazzi di colore, anzi si è detto indulgente perché a inizio dell’anno scolastico.

Non è più possibile restare indifferenti davanti a episodi così gravi soprattutto se ad esserne protagonista in negativo è un dipendente pubblico in veste di pubblico ufficiale. I nostri ragazzi hanno bisogno di esempi positivi, di vedere che le regole sono uguali per tutti, di convincersi che la legge non ammette favoritismi e discriminazioni. La nostra Costituzione recita che i cittadini sono tutti uguali senza distinzioni di credo politico, religioso, provenienza, colore della pelle, identità sessuale.
Per questo chiediamo venga svolta celermente un’indagine interna in modo da individuare e prendere opportuni provvedimenti nei confronti del controllore protagonista di un episodio così odioso”.


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