Sestu, nessuna espulsione per i “ribelli” anti bilancio del Pd

Tre consiglieri votarono contro la giunta Pili


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Nessuna espulsione dal Pd per i consiglieri “ribelli” del pd che non votarono il bilancio. Anzi è proprio il circolo del pd di Sestu in una nota diffusa oggi a fare chiarezza sulla vicenda: “In data 18 novembre 2013 la commissione regionale di garanzia del Pd si è espressa NEGATIVAMENTE sulla richiesta di espulsione per i consiglieri Michela Mura, Valentina Ledda e Fabio Pisu, presentata nell’aprile 2012, in seguito al voto contro il bilancio di previsione, dal Sindaco Aldo Pili, dagli assessori Annetta Crisponi e Roberto Bullita, dai consiglieri Pierpaolo Meloni, Giovanna Podda e Giancarlo Angioni, tutti allora tesserati al PD. La commissione di garanzia ha ritenuto infondate le accuse e ha così rigettato la richiesta di espulsione . 
Votare contro il bilancio è considerato un atto di un certo rilievo. Ma, nel caso specifico, a chi si è dovuto pronunciare sulla nostra decisione di votare contro, non è sfuggita la ingiustificabile accelerazione con la quale il Sindaco e l’amministrazione si sono mossi per arrivare al voto sul bilancio, impedendo il normale percorso di mediazione che vedeva coinvolti non soltanto la maggioranza del Partito in sede locale, ma anche i livelli superiori (il segretario provinciale Thomas Castangia e la vicesegretario regionale Francesca Barracciu).
Per due anni i consiglieri Mura, Ledda e Pisu sono stati etichettati come “dissidenti” o, peggio ancora, “traditori”, beffeggiati pubblicamente, privati dei loro diritti con l’estromissione dalle commissioni consiliari.
In realtà si trattava di un disegno ben studiato e meticolosamente messo in atto. Il bilancio è stato solo un pretesto per liberarsi di 3 scomodi ficcanaso e poter dar vita ad una maggioranza “più comoda”. Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti.
Non rincuora il fatto che il tempo abbia dimostrato che su molti argomenti, nei confronti dei quali i consiglieri hanno espresso il loro deciso dissenso, l’amministrazione ha sbagliato. Si citano ad esempio le modifiche delle norme di attuazione PUC, che sono state poi rigettate dalla regione. 
Non ci crea soddisfazione, ma è la prova tangibile che le posizioni assunte sono sempre state frutto di ragionamenti collegialmente ponderati nell’interesse esclusivo della nostra comunità, e non “bizze politiche” per ottenere qualcosa che andasse a vantaggio personale o del gruppo.
Apparentemente ‘molto rumore per nulla’, verrebbe da dire parafrasando Shakespeare. Nella realtà, purtroppo, i danni causati al PD dal delirio di onnipotenza in capo a poche persone chiamate ad amministrare e dalle divisioni interne che esse hanno causato, sono ancora tutti da valutare”. 


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