Serramanna, il segretario comunale bacchetta i consiglieri: “Troppi accessi agli atti”

Singolare nota quella recapitata ieri ai consiglieri comunali del centro del Medio Campidano, in cui si evidenzia “un notevole aggravio a carico dei compulsati uffici comunali”

I Consiglieri di Serramanna presentano troppi documenti: “rimproverati” dalla segreteria del Comune. Singolare nota quella recapitata ieri ai consiglieri comunali del centro del Medio Campidano, in cui si evidenzia “un notevole aggravio a carico dei compulsati uffici comunali”.
“Un solo accesso mensile agli atti per consigliere viene sostenuto “stia aggravando il lavoro degli uffici” ribatte Carlo Pahler, consigliere d’opposizione.
Nello specifico, si legge nella lettera indirizzata ai consiglieri “da gennaio 2019 ad oggi si è registrata la presentazione da parte di un consigliere comunale di circa 60 documenti dai quali emerge un numero di circa 120 richieste di accesso riferibili a una notevole congerie di atti e documenti, aventi peraltro natura eterogenea. Tale circostanza, espressione evidente di una fenomenologia non occasionale, ha più volte fatto sorgere il dubbio che fossero stati varcati i confini di proporzionalità e ragionevolezza tracciati dal Consiglio di Stato”.
“Il Comune di Serramanna presenta delle criticità di contesto che generano ulteriori tensioni e che, per la difficoltà di inquadramento e la latitudine di competenze, conoscenze e soprattutto di poteri di intervento eventualmente richiesti, non ritengo di poter risolvere nella mia qualità di segretario comunale, anche perché è stato  determinato un aumento esponenziale dei miei carichi di lavoro: è evidente, infatti, che il tempo che il segretario può dedicare, previo studio della normativa e della pertinente casistica giurisprudenziale, all’istruttoria di atti non direttamente ascrivibili alla propria sfera di competenze è minimo, restando per la maggior parte assorbito dalla necessaria partecipazione alle riunioni degli organi politici e dalle ulteriori funzioni proprie che la legge gli assegna. Conseguentemente, esaurita la capacità lavorativa massima esigibile in virtù della convenzione di segreteria in essere ed al precipuo fine di evitare il rallentamento dell’azione amministrativa, ho non di rado dovuto lavorare di sabato – che non è da considerarsi lavorativo in quanto tutti gli enti convenzionati articolano l’orario di servizio del proprio personale su 5 giornate lavorative settimanali – e nei festivi, con un significativo accumulo dei giorni di congedo ordinario ed una protrazione sine die dell’impegno lavorativo che comporta un’inammissibile compressione dei diritti inviolabili della persona umana, non potendo considerarsi “normale obbligazione civile” la prestazione lavorativa la cui durata sia sottratta a limiti predeterminati e certi”.
La risposta da parte del consigliere di minoranza Carlo Pahler non si fa attendere: “la digitalizzazione della pubblica amministrazione rappresenta una delle principali innovazioni che ha inciso sia sul piano dell’organizzazione dell’attività amministrativa sia su quello della disciplina delle singole procedure; inoltre, essa ha comportato rilevanti novità nell’ambito dei rapporti con l’utenza dei servizi amministrativi. In plurime occasioni è stato chiesto formalmente tramite protocollo all’attenzione del Segretario Comunale al fine di agevolare il mandato elettivo di consiglieri comunali e ridurre il carico di lavoro degli uffici (richiesta reiterata due volte nel triennio). I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di ottenere dagli uffici, rispettivamente, del comune e della provincia, nonchè dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato.  Essi sono tenuti al segreto nei casi specificamente determinati dalla legge”. “Si evidenzia che ripartito il numero di atti richiesti (120) per il numero di consiglieri di opposizione (5) per la durata di due anni (2) si ottiene come risultato il valore 12 che ripartito per i dodici mesi all’anno equivale ad un accesso agli atti mensile per consigliere. Nella analisi viene sostenuto che tale situazione, ovvero un accesso agli atti mensile, stia aggravando il lavoro degli uffici”.
“Tali documenti – specifica Pahler – sono in formato digitale e quindi facilmente reperibili e trasferibili con un onere minimo in termini economici e di tempo. Tra due anni il Comune di Serramanna andrà ad elezioni amministrative e in quella occasione potrà valutare la possibilità di candidarsi alla posizione di consigliere comunale, dandole diritto di parlare di consiglio comunale al fine di poter espletare pensieri politici e non solo amministrativi. Con dovere e passione nel mandato elettivo”.

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