Serramanna, il calvario di Mirko: “Aiuto papà, mamma e sorella invalidi senza nessun sostegno”

A 43 anni accudisce, non stop, i suoi familiari, tutti malati, Mirko Anselmo. Gli aiuti previsti dallo Stato? Non arrivano: “Ho chiesto i fondi della legge 162, non sono arrivati. Dall’Inps nemmeno un euro. Viviamo in 4 con duemila euro. Tra spese mediche, trasporti in ospedale e tasse stiamo raschiando il fondo: e, per me, niente reddito di cittadinanza”

Un’intera famiglia da accudire, gli aiuti che non arrivano dallo Stato e una preghiera al cielo, ogni giorno, sperando che tutto vada bene. Mirko Anselmo, 43enne di Serramanna, da mesi è diventato il “badante, l’Oss” del padre83enne, della madre 76enne e della sorella, che da poco ha compiuto quarantanove anni. “Mio padre è diabetico e ha un mieloma multiplo, mamma ha problemi alla vista e un inizio di demenza e mia sorella è in cura da anni per schizofrenia paranoica”. Un calvario che va avanti da anni, quello che dice di vivere il quarantanovenne. Che, ovviamente, ha dovuto lasciare il lavoro e dedicarsi, 24 ore su 24, ai suoi cari. Il suo è un racconto che vuole anche essere un sos, gigantesco: “Non abbiamo l’aiuto di nessuno”, spiega. “Mamma percepisce 381 euro, papà 1080, la pensione di un operaio, mia sorella 660. Viviamo in quattro con duemila euro al mese ma le spese sono, ogni mese, tantissime, tra medicinali, trasporti all’ospedale e tutti quei pagamenti che non puoi evitare per vivere. A mia mamma, per esempio, non le hanno accettato la domanda di accompagnamento”. E non va meglio per il padre e la sorella. Ecco, di seguito, il suo racconto-appello.

 

“Vivo con la mia famiglia: mamma invalida, sorella invalida e, ora, mio padre invalido. Sono un po’ infastidito in quanto, ultimamente, mi ritrovo da solo a gestire tre persone invalide, senza l’aiuto di nessuno. Ovviamente, tutto il carico assistenziale è su di me, faccio da Oss, da infermiere, senza avere un minimo di esperienza se non per la necessità di aiuto immediato su richiesta della mia famiglia . Ormai non lavoro da anni, non per poltronite ma perché non posso permettermi di lavorare. Ho richiesto la 162 per la mia famiglia, ancora non mi è stato confermato niente. Ma il vero punto è che, avendo accettato l’accompagnamento a mio padre, da parte dell’Inps non abbiamo ancora ricevuto nemmeno un euro. Papà prende una pensione da semplice operaio e, tra visite, accessori e occorrente sanitario, più le tasse da pagare, stiamo per raschiare il suolo. Ho 43 anni, spendo il mio tempo ad aiutare loro, non ho lavoro e non ho soldi per me, non percepisco nemmeno il reddito di cittadinanza e sto collaborando con un’azienda di network marketing, ma il mio tempo è limitato. Spero, nel più breve tempo possibile, di avere gli aiuti da parte degli assistenti sociali che sono sempre disponibili ad ascoltare. Vorrei fare un ringraziamento personale e speciale alle persone che mi sono state vicino e che mi aiutano senza che possa dar loro un euro: Francesca, Cristiana, Anna, Francesca, Consuelo. Voglio ringraziare personalmente anche tutta l’equipe della Croce Verde di Serramanna, splendide persone che mi stanno aiutando e spero che anche loro possano capire la mia situazione di difficoltà. Un ringraziamento anche ai medici del reparto ematologia dell’Oncologico”.


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