Sentenza storica: “Ammalarsi nei poligoni è possibile”

Dopo la sentenza del Tar Lazio, varia l’approccio alla questione dei poligoni internazionali della Sardegna da tempo sotto l’occhio attento della magistratura.

E’ del TAR Lazio, sezione prima bis, la prima sentenza che riconosce di fatto la possibilità di ammalarsi nei poligoni esattamente come in teatro operativo e riconosce l’Amministrazione colpevole condannandola a risarcire il militare con il riconoscimento di vittima del dovere.

Una sentenza storica che inquadra in un’altra ottica anche la questione dei poligoni sardi che ha portato in giudizio 8 vertici militari.

La documentazione prodotta dall’avvocato Angelo Fiore Tartaglia, legale del Centro Studi Osservatorio Militare, è inconfutabile e, oltre a dimostrare la diretta connessione tra malattia ed esposizione alle polveri sottili prodotte dalle esplosioni conferma che altre teorie (vedi la bufala dei vaccini) non trovano riscontro nella letteratura medica ed ora anche in quella giuridica.

GP (sono le iniziali del militare in questione), lotta da anni, oltre che con la malattia, anche con le Istituzioni Militari che, pur di non ammettere la pericolosità del lavoro svolto nei poligoni, ebbero addirittura l’ardire di porre il segreto di stato sulla documentazione sanitaria del militare evitando così di affrontare la verità.

Questa sentenza varia decisamente l’approccio alla questione dei poligoni internazionali della Sardegna da tempo sotto l’occhio attento della magistratura.

“Sono certo che il Dott. Fiordalisi terrà conto di questa sentenza e ne trarrà tutte le conclusioni opportune al fine di ottenere giustizia anche sui poligoni di Salto di Quirra e Capo Teulada” sostiene Domenico Leggiero dell’Osservatorio militare che conferma la disponibilità ad incontrare il PM e produrre tutta la documentazione in suo possesso delle attività svolte negli anni nel poligono sardo.

La sentenza rappresenta anche un caposaldo giuridico con il quale si dovranno confrontare i vertici della difesa al fine di dare giustizia agli oltre 3600 malati ed alle 308 famiglie che hanno perso un loro congiunto a causa dell’inquinamento bellico.

Ricordiamo inoltre la sentenza della Corte dei Conti di Venezia del 17 luglio 2001 sul caso di Lorenzo Michelini, in servizio di leva nel Poligono Salto di Quirra nel 1976 e colpito dalla “sindrome di Quirra”: leucemia mieloide acuta, leucosi recidiva, deceduto nel 1977.

A 24 anni di distanza dalla morte del giovane militare, dopo il lungo calvario di ricorsi e contro ricorsi della famiglia, la Magistratura riconosce la causa di servizio e sancisce con sentenza passata in giudicato: “Lo stretto nesso eziopatologico fra alcuni disagi sofferti in servizio (il frequente contatto con sostanze tossiche solide o disperse nell’aria) e l’insorgenza e repentina evoluzione dell’affezione mortale (…) la documentazione sanitaria evidenzia che il giovane militare cominciò ad accusare i primi sintomi della malattia fatale insieme con le affezioni per le quali subì ricovero (…) la sintomatologia non fu adeguatamente analizzata”.


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