S.Elia, sparisce la spiaggia di “Cala Diga”: è invasa dalle alghe

Le mareggiate dei giorni scorsi hanno portato a riva anche i rifiuti. La sabbia bianca e fine ha lasciato il posto alle montagne di alghe marine

Una piccola spiaggia che da tanti anni è il ritrovo delle famiglie, con i bimbi al seguito del vecchio borgo: “Peccato, se fosse pulita e valorizzata dal Comune, potrebbe essere una piccola perla per la tintarella dietro casa”. 

Abbandonata in estate, figuriamoci in autunno o in inverno. Eppure la piccola spiaggia accanto al l’ex padiglione Nervi è frequentata da decine di famiglie, soprattutto quando c’è la bella stagione, si intende. Ma quei cumuli di alghe hanno divorato completamente quelle poche centinaia di metri di sabbia finissima: ora sono sparse in vari punti e sono in particolare vicino al mare, con differenti livelli di concentrazione di alghe e di detriti. Le mareggiate dei giorni scorsi hanno poi fatto il resto, portando a riva i rifiuti visibili in mezzo alle alghe e ai pezzi di legno, poi ancora plastica, tappi, pezzi di bottiglie e qualche lattina di alluminio, polistirolo, materiali che inquinano e che spesso sono taglienti. 

Posidonia, una enorme distesa di alghe, in alcuni punti si è accumulata formando delle dune. Particolarmente protetta dalle norme internazionali e nazionali, hanno un ruolo fondamentale per l’ecosistema marino: sono loro infatti, attraverso il processo foto sintetico, a produrre gran parte dell’ossigeno necessario alla vita marina. Sono loro a rappresentare un habitat ideale per la riproduzione e la conservazione di molte specie ittiche. E sono sempre loro a creare una naturale barriera sottomarina che, rallentando il moto ondoso, impedisce l’erosione delle coste.

IN ESTATE. L’acqua è pulita, la sabbia bianca e fine, è ubicata a ridosso del molo di Levante del Porto, proprio di fronte al’ex capannone “Nervi”. Certo, mancano i bagnini, i servizi igienici, un punto ristoro ma almeno ci sono i cestini con la differenziata per i rifiuti. Un piccolo angolo incastonato dentro la città, per pochi intimi insomma, mentre i residenti del boro ne parlano come fosse proprio una piccola perla preziosa, oggi brutalmente resa tale dall’immondizia e dal degrado. Eppure basterebbe davvero poco, maggior pulizia e un intervento degli operai del Comune di Cagliari, in quella valle abbandonata da Dio proprio a due passi dall’Arena Grandi Eventi. 

Uno spiazzo sterrato “accoglie” almeno una decina di posti auto, nessun costo per parcheggiare, chi arriva prima ha il posto in prima fila, pochi passi e il mare è lì, tra i bagnanti volenterosi di Sant’Elia che la apprezzano per come dovrebbe in alternativa al Poetto, spiaggia dei centomila troppo affollata. Spesso la ripuliscono, ma è troppo poco: unico pugno nello stomaco, quel grigiore di pareti semi-diroccate della diga foranea della Marina Militare, quel tassello dove i pescatori ogni giorno transitano lungo quel lungo muro su cui poggiano ancora i tubi del carburante dei vari reparti. E in tanti ancora si chiedono a che serve.

 

 


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