Selargius, due numeri contro la violenza sulle donne e nasce una struttura protetta

Due numeri a disposizione delle donne vittime di violenza ventiquattro ore su ventiquattro, e altrettanti posti letto riservati in una struttura protetta: è questo il gesto concreto che l’amministrazione comunale di Selargius insieme a suor Anna Cogoni hanno voluto fare nei confronti delle donne. “Non bastano mimose”

Due numeri a disposizione delle donne vittime di violenza ventiquattro ore su ventiquattro, e altrettanti posti letto riservati in una struttura protetta: è questo il gesto concreto che l’amministrazione comunale di Selargius insieme a suor Anna Cogoni hanno voluto fare nei confronti delle donne. “Non bastano mimose, declinazioni al femminile o congressi ed eventi. Sarà veramente un giorno di festa quando si riuscirà a porre fine ai continui femminicidi e a ogni forma di violenza, fisica, verbale e psicologica che troppe donne ancora subiscono. Solo allora si potrà finalmente dare un significato profondo alla ricorrenza dell’8 marzo”, commentano il sindaco Gigi Concu e l’assessora alla Politiche sociali Fulvia Perra. “Un aiuto concreto, che, soprattutto in questo brutto periodo in cui si registra un forte aumento di denunce per maltrattamenti, speriamo possa consentire a tante mogli, madri, figlie o nipoti costrette a convivere con soprusi di ogni forma di riappropriarsi della loro vita e dignità”.

A due giorni dall’8 marzo arriva la firma sulla convenzione che consolida la collaborazione tra il Comune e la Casa di accoglienza gestita da suor Anna: “L’obiettivo generale è offrire solidarietà, accoglienza e sostegno a donne esposte a minaccia di violenza fisica, psichica e sessuale, grazie al supporto telefonico, ma anche attraverso attività di consulenza psicologica e legale, gruppi di sostegno, formazione, promozione, sensibilizzazione e prevenzione”, sottolinea l’assessora. Un altro piccolo miracolo realizzato grazie al grande cuore di suor Anna Cogoni, Figlia di quella Carità che predica ma soprattutto mette in pratica. Come a ottobre dell’anno scorso, quando, dopo mille difficoltà burocratiche ha superato persino la pandemia riuscendo ad aprire a Selargius la Casa di accoglienza intitolata a Padre Sergio Visca. Dentro ci sono ventidue stanze e la voglia di rinascere e dire basta a una vita di angherie. Ora c’è un altro servizio a loro disposizione.


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