“Seimila euro troppo pochi”: ricciai sardi sul piede di guerra, si va verso un nuovo progetto

In consiglio regionale, dopo le audizioni di oggi, saranno proposte alcune modifiche. Ma l’assessore Murgia dice che deve essere l’aula a trovare i soldi per garantire un indennizzo più alto ai pescatori che per tre anni sono sottoposti a fermo


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La Commissione “Attività Produttive”, di concerto con l’assessorato all’Agricoltura, è pronta formulare eventuale correzioni al progetto per il fermo pesca dei ricci di mare. E’ quanto emerso al termine della seduta pomeridiana dell’organismo consiliare presieduto da Piero Maieli che ha sentito in audizione l’assessore Gabriella Murgia, i funzionari di Agris e Laore e una delegazione dei pescatori subacquei professionali.

Il commissario di Agris, Francesco Baule, ha riferito sul bando rivolto ai pescatori che per ottenere i ristori dovranno partecipare alle attività sperimentali di monitoraggio dei mari e dare un contributo alla pulizia dei fondali dalla plastica. «Abbiamo rispettato i tempi – ha detto Baule – la prima fase del bando si è chiusa il 7 novembre con l’adesione di 31 operatori. A Gennaio si passerà alla seconda fase». Il responsabile del servizio di ricerca ittico di Agris, Nicola, ha confermato i dati che hanno portato al fermo della pesca dei ricci per i prossimi tre anni: «Il monitoraggio scientifico è stato chiaro: la situazione del nostro mare è drammatica. La popolazione dei ricci si è drasticamente ridotta e, in alcuni punti (Alghero. Golfo di Cagliari e alcune zone dell’oristanese) difficilmente ci sarà una ripresa. Tutti i soggetti interessati al monitoraggio hanno ritenuto opportuno procedere a un blocco dei prelievi».

I pescatori di ricci che parteciperanno ai progetti della Regione riceveranno un indennizzo di circa 6.000 euro. Troppo pochi per i rappresentanti di categoria: «Tolte le spese per carburante, fideiussioni e assicurazione obbligatoria ci resteranno circa 3.000 euro – detto Gesuino Banchero dell’Apsp di Cagliari – a questo punto è meglio strappare al licenza e chiedere il reddito di cittadinanza». Stessa considerazione da parte di Giacomo Bilancetta (Gies Oristano): «I ristori previsti sono inadeguati – ha detto – il nostro reddito annuale dipende da questa attività. Abbiamo diritto ad un giusto indennizzo». Secondo i pescatori andrebbe rivista anche la decisione di fermare i prelievi dei ricci per tre anni: «Chi ha detto che con il fermo i mari si ripopoleranno? – ha chiesto Banchero – il blocco favorisce i pescatori abusivi e alimenta il mercato illegale. Meglio pensare a un altro tipo di regolamentazione accorciando il periodo di pesca e prevedendo quattro giorni di attività alla settimana anziché sette».

Tutti i consiglieri presenti, Alessandro Solinas (M5S), Gianfranco Satta (Progressisti), Emanuele Cera (Forza Italia), Elena Fancello e Franco Mula (Psd’Az) si sono detti d’accordo sulla necessità di prevedere misure più dignitose a favore dei pescatori. Decisione – hanno detto in coro – che spetterà al Consiglio regionale dopo aver sentito la Giunta regionale e i tecnici dell’assessorato.
Per l’assessore all’Agricoltura Gabriella Murgia, la palla passa ora al Consiglio che dovrà eventualmente modificare la norma e trovare la copertura finanziaria. «Faremo una riflessione nei prossimi giorni – ha assicurato il presidente della Commissione Piero Maieli. Quando ci si accorge che una norma è inadeguata la si cambia. Prima però c’è bisogno di un confronto tecnico per capire come intervenire».


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