Schiaffo ai pescatori di Santa Gilla, niente soldi dalla Regione: “Stiamo facendo la fame nera”

Non arrivano gli 800mila euro per i 250 lavoratori dello stagno devastato dall’alluvione, continua il dramma: “C’è chi sta chiedendo addirittura prestiti ai genitori anziani, pronti a iniziative clamorose”

Niente di fatto, dalla Regione non arrivano i soldi per il “ristoro” dei 250 pescatori dello stagno di Santa Gilla, devastato dal maltempo e senza più una sola cozza da pescare. Semplicemente perché, insieme alle vongole, sono tutte morte. Uno “schiaffo” per le centinaia di persone che vivono solo di ciò che pescano e che, da mesi, non intascano nemmeno un centesimo. Dalla commissione delle Attività produttive è arrivata una richiesta alla Giunta affinché trovi i soldi. Ma il “piatto” è ancora vuoto.

“Chiediamo un incontro urgente con il presidente Pigliaru, vogliamo assolutamente delle garanzie perché la situazione è diventata insostenibile”,spiega il presidente della cooperativa Emanuele Orsatti, “per la ripresa delle attività nello stagno si parla di almeno altri sei mesi di stop. Qui ci sono addirittura pescatori quarantenni costretti a chiedere prestiti ai genitori anziani”.


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