Satta resta ai domiciliari, il consigliere regionale non può tornare in aula

Arrestato per traffico illecito di influenze nell’ambito di un’inchiesta su una consulenza milionaria per la vendita di una struttura sanitaria, il vicepresidente del gruppo del Partito sardo d’azione è coinvolto nelle indagini con altre due persone

 

Resta ai domiciliari il consigliere regionale Giovanni Satta, vicepresidente del gruppo del partito sardo d’azione, arrestato circa un mese fa nell’ambito di un’inchiesta della procura di Cagliari sulla cessione e acquisizione di una residenza sanitaria assistita di Monastir, la Rsa Villa degli ulivi alla società Orpea, estranea all’inchiesta. Le altre due persone coinvolte sono l’ex consigliere comunale Anselmo Piras, segretario provinciale di Confintesa, ex consigliere comunale di Forza Italia ed ex assessore alle Politiche sociali, e il medico Franco Savasta.

 

Secondo l’accusa, insieme agli altri due arrestati avrebbe cercato di ottenere una consulenza da un milione di euro per l’intermediazione nella vendita della struttura sanitaria.  Pira e Savasta devono rispondere anche di tentata estorsione.

Coinvolto nell’inchiesta, ma non destinatario di provvedimenti restrittivi, anche il venditore della struttura sanitaria, Piergiorgio Ollano: sarebbe stato lui a promettere la somma, sottoscrivendo una scrittura privata.

Satta nei giorni scorsi aveva chiesto di farsi interrogare, ma le spiegazioni che ha fornito in oltre due ore di interrogatorio non sono bastate ai giudici per la revoca dei domiciliari.

Nato a Sassari nel 1966, laureato in Giurisprudenza, è stato amministratore della ditta Gsm Graniti di Buddusò, paese del quale è stato sindaco dal 2000 al 2010. Nel 2016 entra per la prima volta in consiglio regionale. Fu proclamato consigliere mentre si trovava in cella nel penitenziario di Sassari perché coinvolto in un processo per traffico di droga tra bande sarde e albanesi. Fu poi assolto da ogni accusa. Nel 2019 fu eletto consigliere regionale nelle liste del Psd’Az.