Sarroch, morte bianca di Stefano Nonnis alla Saras: operai in sciopero davanti ai cancelli

“Non è un mondo del lavoro accettabile quello in cui una persona esce la mattina per andare a lavorare e non rientra più a casa”: così i segretari Cgil, Fiom e Filctem regionali Piddiu, Forresu e Garau, che auspicano venga fatta chiarezza e individuate al più presto le responsabilità sull’incidente sul lavoro nel pontile

La rsu Filctem Cgil e Ultec hanno dichiarato due ore di sciopero in solidarietà per la morte bianca del collega Stefano Nonnis. “Oggi non è il momento di ricercare cause e colpevoli ma dimostrare vicinanza alla famiglia del caro prematuramente scomparso”, dichiara Stefano Fais, segretario Filctem Cagliari Cgil Rsu e Rls Saras Sarlux, “sarà la magistratura e organi inquirenti a fare tutte le valutazione del caso ed eventualmente riconoscere colpevoli , sicuramente qualsiasi morte bianca ci pone il tema della sicurezza a 360 gradi chiedere a tutti se stiamo facendo il massimo perché non avvengano più tragedie simili . Dobbiamo fermarci tutti e capire dove abbiamo sbagliato. La garanzia e il rispetto delle norme e regole di sicurezza permette ad ogni singolo lavoratore di rientrare a casa“. Non è un mondo del lavoro accettabile quello in cui una persona esce la mattina per andare a lavorare e non rientra più a casa”: così i segretari Cgil, Fiom e Filctem regionali Samuele Piddiu, Roberto Forresu e Francesco Garau, che auspicano venga fatta chiarezza e individuate al più presto le responsabilità sull’incidente sul lavoro nel pontile Saras in cui ha perso la vita ieri Stefano Nonnis, il lavoratore metalmeccanico precario in una ditta d’appalto che operava dentro lo stabilimento.

Nell’esprimere il cordoglio e la vicinanza di tutto il sindacato alla famiglia del lavoratore, i segretari Cgil, Fiom e Filctem hanno detto che “non è più rinviabile quel patto fra istituzioni, imprese e sindacati chiesto a più riprese dalle organizzazioni dei lavoratori per fermare le stragi sul lavoro”.

Per il sindacato sono indispensabili interventi e azioni più efficaci, a partire da un potenziamento del sistema di prevenzione e formazione fino al monitoraggio e controllo costante – anche con il rafforzamento degli organici – degli enti preposti a vigilare sul rispetto di regole, norme e prescrizioni, magari anche ragionando sull’introduzione di un sistema valutativo delle imprese che premi quelle virtuose e persegua quelle carenti, magari con penalizzazioni nell’accesso agli appalti pubblici e privati.

“La Cgil e le sue categorie dell’industria – hanno concluso i segretari –   sono impegnate costantemente nella formazione dei delegati sulla sicurezza, così dovrebbero fare tutte le imprese, soprattutto quelle degli appalti, così che la prevenzione possa davvero diventare per tutti una priorità”.


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