Sardegna, rubinetti a secco e fontane a cielo aperto che sgorgano dai tubi rotti

Nell’estate contrassegnata dalla grave siccità, che mette in ginocchio agricoltori e amministratori comunali, si susseguono le segnalazioni di guasti nelle reti idriche.


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Un paradosso che mette in evidenza una problematica senza fine e che richiama l’attenzione sullo spreco, vietato ai residenti, ma messo in atto dalle condotte colabrodo. Se infatti si susseguono le ordinanze e gli appelli, che invitano a usare l’acqua con estrema parsimonia, non senza richiamare l’attenzione su multe, salate, ai trasgressori che versano qualche goccia in più ai giardini privati in fiore, è impossibile non notare le altrettante indicazioni che fanno emergere sprechi di notevole portata. Da Capoterra a Sestu, da Monserrato a Sanluri Stato, da Serramanna a Segariu è impossibile citare tutti i comuni interessati senza dilungarsi troppo: le immagini che arrivano parlano chiaro, infatti, come gli appelli da parte dei sindaci e le osservazioni sulla grave problematica. Ultima, solo in ordine cronologico, è quella che giunge da Andrea Fenu, primo cittadino di Segariu: “Nella giornata del 3 ho provveduto ad inviare una pec al consorzio di bonifica e all’Assessore all’agricoltura Regionale, con la quale si rappresentava per l’ennesima volta la grossa perdita presente nel nostro territorio nella parte classificata come Villamar 5, soprattutto in questo momento di alta siccità  si lasciava che grandi quantità d’acqua si riversassero nel fiume, tante sono state le segnalazioni effettuate, probabilmente l’inoltro all’Assessore ha smosso, tanto che nella giornata di oggi non si è dato avvio al ripristino ma si è chiusa l’acqua, non si racconti che il problema è di pochi giorni perché il problema è un problema noto che durava da tempo, e nel mentre magari non si riusciva a garantire l’acqua agli agricoltori ma l’acqua si riversava nel fiume.

Aver effettuato la chiusura oggi con le alte temperature e senza preavvisare lo trovo quanto meno scorretto, soprattutto perché in tanti in questo periodo utilizzano l’acqua per la propria attività agricola, si chiude oggi dopo mesi per iniziare i lavori lunedì se non martedì, ma una programmazione seria è cosi complicata, mi aspetto ovviamente che i danni che questo andrà a cagionare siano prontamente rimborsati e non certamente invocando la calamità naturale”.

Un paradosso, insomma, tubature riparate diverse volte e che, costantemente ripresentano lo stesso problema.

Intanto si fanno i conti con la grave carenza di acqua: a Serramanna, per esempio, autobotti giornalmente in azione per riempire i depositi di chi, per pendenze e pressione, non riceve l’acqua dalla rete pubblica. E per i campi assettati si prospettano mesi difficili: le coltivazioni per l’inverno sono pronte per essere piantate con la speranza che gli agricoltori possano usufruire del bene primario con constanza per scongiurare un’altra perdita, onerosa, che comprometterebbe ancor più il comparto già duramente segnato dagli eventi calamitosi degli ultimi anni.


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