Sardegna, pescatore di Cabras salva una piccola tartaruga impigliata nelle reti

Il pescatore ha segnalato e consegnato subito ai biologi del Centro di Recupero del Sinis la tartaruga. E questo gesto è stata la sua salvezza, rimetterla subito in mare, in quelle condizioni, avrebbe significato consegnarla a morte certa

E’ finita accidentalmente nelle reti di un pescatore al largo di Torre dei Corsari.
Quando Pier Paolo Manca, pescatore professionista di Cabras, ha tirato su le reti e si è accorto dell’animale intrappolato, una piccola tartaruga marina di 47 centimetri e 11 chili di peso, con grande cura l’ha liberata e adagiata sulla sua barca, riposta dentro una cesta e coperta con un panno umido fino all’arrivo in porto. Al contempo ha segnalato subito ai biologi del Centro di Recupero del Sinis.  Inizialmente, ha spiegato loro,  la tartaruga era poco reattiva agli stimoli e solo dopo un po’ di tempo ha iniziato a reagire e muoversi più energicamente.
Una volta consegnata ai biologi del CReS,  è stata prima trasportata alla Clinica Veterinaria “due mari” di Oristano dove sono stati eseguiti tutti gli esami del caso, inclusa la TAC che, ha evidenziato un’anomalia ai polmoni causata con tutta probabilità da un principio di affogamento per la prolungata permanenza sott’acqua dell’animale mentre era intrappolato nella rete da pesca.
“La piccola tartaruga, si trova attualmente ospedalizzata in una vasca al Centro di Recupero a San Giovanni di Sinis, mantenuta in poca acqua per favorire gli atti respiratori con meno sforzo per l’animale ancora debilitato- spiega Andrea Camedda, ricercatore del Cres. Verrà tenuta sotto osservazione quotidianamente dai ricercatori, sarà monitorata l’eventuale espulsione di plastica per almeno un mese dall’inizio della degenza come avviene per tutti gli esemplari ricoverati. Dopo soli due giorni di ospedalizzazione la tartaruga ha iniziato a cibarsi autonomamente e mantiene un assetto e un tempo di apnea nella norma, aspetti interessanti che fanno sperare in un rapido recupero di tutte le funzioni per poter essere rilasciato in condizioni ottimali”.
Come affermano gli stessi operatori del Cres è stato fondamentale il gesto compiuto dal pescatore che ha garantito la sopravvivenza della tartaruga,  che, se fosse stata rilasciata in quelle condizioni subito dopo la cattura, sarebbe andata incontro a morte certa.
“Ci teniamo a specificare questo aspetto perché ancora sono molti i diportisti e i pescatori che trovano tartarughe in difficoltà e le rilasciano immediatamente e autonomamente senza prima segnalarle alle autorità e ai centri di recupero per un controllo veterinario di sicurezza, condannandole a morte sicura” concludono.

In questo articolo: