Sardegna, il vaccino ancora non arriva agli psicologi che operato nel privato: “Non possiamo permettercelo”

Il lavoro però non manca, soprattutto con i più giovani che attraversano, tra l’altro, un momento di confusione legato alle conseguenze della pandemia. A Radio CASTEDDU, la psicologa Angela Quaquero.

Un vaccino che ancora non arriva per gli psicologi che operato nel privato. Il lavoro però non manca, soprattutto con i più giovani che attraversano, tra l’altro, un momento di confusione legato alle conseguenze della pandemia. 
A Radio CASTEDDU, la psicologa Angela Quaquero: “Si perdono le speranze e questo non possiamo permettercelo: noi dobbiamo essere pronti a ripartire in qualunque momento, ma, per fare questo, dobbiamo lavorare, tirar fuori le risorse, aiutare le persone a prendere nuovamente contatto con se stessi, a farcela”. 
“Sono stati vaccinati gli operatori sanitari, noi siamo operatori sanitari ed è per questo che chiediamo di essere vaccinati perché operiamo nella sanità per il benessere delle persone. Stiamo lavorando sul disagio delle persone e lo stiamo facendo soprattutto negli studi professionali, perché in quelli pubblici siamo veramente pochi. Abbiamo tra i pazienti bambini, persone fragili che non possono essere seguiti a distanza e tra i colleghi ce ne sono anche giovani che hanno avuto il contagio del covid; quello che chiediamo è di essere semplicemente inseriti, in tempi rapidissimi, nella vaccinazione così come il piano nazionale prevede. Niente di più, insomma, ed è quello che in altre parti d’Italia stanno già facendo da tempo.
Il nostro carico di lavoro è intensissimo, abbiamo dovuto interrompere per tanti mesi il lavoro in presenza e adesso c’è tutto”. 
Dopo la zona bianca è arrivata quella arancione: ciò che si respira in questi giorni non è più un sentimento di rabbia, di disperazione ma quello di scoramento, depressione, frustrazione: “Questo è il momento più pesante perché la rabbia è sbollita, la quale ha sempre una carica energetica. Ma le energie stanno venendo meno: c’è rassegnazione, si perdono le speranze e questo non possiamo permettercelo. Noi dobbiamo essere pronti a ripartire in qualunque momento ma per fare questo dobbiamo lavorare, tirar fuori queste risorse, aiutare le persone a prendere nuovamente il contatto con se stessi, a farcela. La resilienza significa fare veramente un grosso lavoro su se stessi, bisogna tirarla fuori, questo è un momento drammatico in cui la salute psicologica è a rischio e noi rischiamo di pagare, oltre a tutto quello che già stiamo pagando e abbiamo pagato, anche prezzi altissimi sulla salute psicologica e mentale. 
I più giovani sono a rischio perché stanno vivendo scoraggiamento, solitudine, confusione, specialmente gli adolescenti. Stanno attraversando settimane, mesi veramente duri perché l’apertura delle scuole ha creato degli spazi di speranza e poi la chiusura ha riportato indietro la situazione. Dobbiamo lavorare molto sulla cultura dell’attenzione, della protezione, della difesa di questi importanti privilegi che spero saranno nuovamente nostri tra 2-3 settimane”. 
Risentite qui l’intervista a Angela Quaquero del direttore Jacopo Norfo e di Paolo Rapeanu 
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