Sardegna: il segreto dei centenari che fa invidia al mondo

La vita salubre nei borghi più belli d’Italia PUBBLIREDAZIONALE

La Sardegna è una delle cinque “blue zone” del mondo, terre di straordinaria bellezza nelle quali la speranza di vita è notevolmente più alta rispetto alla media mondiale. I centenari dell’isola di Sardegna sono tra i più longevi del mondo, uomini e donne che hanno condotto una vita di lavoro e preghiera, in centri urbani molto piccoli lontani dallo stress e dalla vita frenetica. A prescindere dalle conferme scientifiche che avvalorano e attestano la salubrità della vita in paese ( Experimental Gerontology di Gianni Pes e Michel Poulain), pare che la longevità dei sardi sia frutto di ramificazioni genetiche ma soprattutto di una vita a contatto con la natura, dove sole, aria e mare garantiscono orizzonti di serenità. Dunque il segreto della longevità dei sardi è insito nella terra di Sardegna, che accoglie il suo popolo, offrendo tutto ciò di cui esso necessita. Un team di dermografi, ha identificato il punto focale di longevità nei villaggi dell’entroterra dove gli uomini raggiungono e superano i cent’anni con una straordinaria frequenza. Ci troviamo nei paesi più identitari, dove la tradizione e il rispetto per il tempo, la natura e il lavoro diventa l’essenza della vita. Questa è la Sardegna che incanta: piccoli e caratteristici borghi ricamati nella roccia, dove si respira ossigeno in ogni angolo , dove le valli e le conche nascondono cartoline e i colori sono quelli che la natura conserva da millenni. È stata identificata l’Ogliastra come l’area con la più alta concentrazione di centenari maschi: nel piccolo villaggio di Perdasdefogu, ad esempio, su una popolazione di milleottocentotrenta abitanti vi abitano otto centenari e sessantuno ultranovantenni. La Blue zone si trova anche in un piccolissimo paese del sud Sardegna, Seulo, capoluogo della omonima Barbagia di Seulo. Siamo nel cuore più selvaggio dell’isola. Qui il tempo si è fermato, registrando dal 1996 al 2016, una ventina di centenari, decretando di fatto Seulo il paese più longevo del mondo. Ad oggi, salvo aggiornamenti, si contano circa trecentottanta centenari, in un rapporto di ventidue ogni  centomila abitanti. Pare che i sardi abbiano una sorta di scudo genetico, un’armatura come quella dei lottatori dei giganti di Mont’e Prama: una protezione naturale contro patologie invalidanti che allunga di fatto la prospettiva di vita. Ma il segreto della longevità, come abbiamo già detto, fa parte dell’essenza stessa della Sardegna. Le sue terre sono prolifiche: la cerealicoltura e la pastorizia hanno allevato generazioni di uomini e donne che nella terra hanno trovato linfa, vita e ristoro. L’alimentazione sana, la vita all’aria aperta, il duro lavoro e la forte vocazione familiare. Su questi baluardi si vive la quotidianità in paese, in quei borghi che oggi sono identificati come Blue Zone e che attirano, ogni anno, la curiosità di migliaia di turisti. Stiamo parlando dei borghi più belli d’Italia, dei borghi autentici, preziosi angoli di Sardegna che affascinano per la loro storia, i loro sapori, profumi, panoramiche mozzafiato. Luoghi dove si vivono ancora oggi tradizioni centenarie e l’ospitalità è sacra. Si, i sardi sono un popolo ospitale e cordiale, si prendono cura della loro casa e di chi vi soggiorna. Su questi principi si basa l’accoglienza, l’arte del condividere “l’esperienza Sardegna”.  Mamoiada, ad esempio, è un accogliente centro animato da una miriade di sorgenti e torrenti che brillano nei boschi, dove respirare aria salubre e godere di natura incontaminata. Il territorio conserva intatte le vie dei pastori, strade di transumanza che oggi sono diventate le vie del trekking più suggestivo della Sardegna centrale. Qui si nasconde la storia delle maschere più antiche e i cibi conservano legami indissolubili con la terra.  Vino, tradizione tessile e moderna ispirazione artistica invece, li troviamo ad Atzara, uno dei cinque borghi sardi più belli d’Italia, al confine tra la provincia di Nuoro e Oristano. E’ il regno dei tappeti e degli abiti ricamati, delle uve profumate che hanno dato vita al Mandrolisai, vino rubino, strutturato e caparbio, esattamente come il popolo sardo. Anche ad Atzara pare il tempo si sia fermato, sarà anche grazie al vino, la cui origine sarda nei millenni è stata attestata recentemente da fonti scientifiche. Vino, cibo e duro lavoro a contatto con la natura, sono quindi i capisaldi di una vita secolare. E lo sanno bene anche a Desulo,  alle falde nord occidentali del Gennargentu. Un borgo di duemilatrecento abitanti, che conserva ancora oggi preziosi segreti di lunga vita. Oltre a governare boschi variopinti tra tacchi calcarei, il paese è conosciuto nel mondo per la bellezza dei suoi costumi. Secondo la tradizione i colori del costume sono un esplicito riferimento delle tre regioni barbaricine (Ollollai, Belvi e Seulo), simboleggiate dai colori rosso, blu e giallo che compongono l’elegante costume femminile in velluto, damasco e scarlatto. Ma se l’ossigeno di montagna regala anni di vita, anche la salsedine che si respira nei borghi sul mare, contribuisce a rigenerare il corpo e lo spirito. Castelsardo, ad esempio, è meta di un turismo nazionale e internazionale quasi tutto l’anno. Unico nella sua collocazione e suggestivo per le sue tradizioni, è una roccaforte medioevale, fortezza inespugnabile, protetta da possenti mura e torri. Il nucleo abitativo sorge attorno al Castello dei Doria, oggi sede del “Museo dell’intreccio mediterraneo”, uno dei più visitati della Sardegna. In questo incantevole borgo, c’è un fermento culturale davvero unico che si snoda tra la maestosità della sua fortezza di pietra. Restando sul mare e restando in provincia di Sassari, Alghero e Bosa, oltre ad offrire una vita salubre e longeva, meritano di essere visitate per le loro bellezze storiche e paesaggistiche. Il borgo antico di Bosa è una vera cartolina, e le sue vie, le botteghe, i ristorantini lungo il fiume Temo ritraggono un scenario da favola. Case variopinte si abbarbicano sulle pendici del colle di Serravalle, dominato dal castello dei Malaspina. Ad addolcire la fortezza del XIII secolo  c’è il poetico Lungotemo con il Ponte Vecchio che cavalca il fiume, l’ unico navigabile in Sardegna.  E’ la Planargia ad ospitare Bosa:  una terra antica, prolifica, dolce e madre dei vitigni della malvasia, pregiato nettare di uve bianche che viene esportato in tutto il mondo. Ma la vera perla, di origini catalane, che ha fuso popoli e tradizioni differenti, il sardo e il catalano, è proprio Alghero. Borgo protetto da mura possenti che si affaccia sulla Riviera del Corallo e che oggi è diventato un paese di quarantaquattromila abitanti. Un porto turistico e un aeroporto, fanno di questo centro costiero, uno dei luoghi più ricercati della Sardegna. Nel centro storico, un labirinto di vicoli si aprono all’improvviso nelle piazze soleggiate che pullulano di turisti. Le mura color miele, i nomi spagnoleggianti delle vie e le casette di pietra, rievocano le origini catalane. Indimenticabile la cupola in maiolica colorata della chiesa di San Michele, simbolo della città storica. Conosciuta in tutto il mondo per l’oro rosso, Alghero è famosa per la straordinaria arte manifatturiera che unisce il corallo all’oro in un felice connubio artistico. La Sardegna, da est a ovest, da nord a sud,offre una qualità di vita imparagonabile; godere di questa terra, dai suoi frutti alle bellezze naturali è un auspicio oltre che una vera fortuna.

Contenuto realizzato in collaborazione con la Regione Autonoma della Sardegna , Assessorato del Turismo , Artigianato e Commercio.
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