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Sardegna, caos al centro migranti: “Risse, ferimenti e tentativi di suicidio. Chiudetelo”

di Redazione Cagliari Online
3 Luglio 2020
in sardegna

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“Basta silenzio sul lager di Macomer”. E martedì 7 luglio sit in alla Prefettura di Nuoro organizzato dall’Asce, l’associazione contro l’emarginazione.

“A fine gennaio del 2020 lo Stato italiano nelle vesti della Prefettura di Nuoro, con il consenso dell’amministrazione di Macomer, ha deciso di aprire nella stessa città un C.P.R., ovvero un Centro di Detenzione e Rimpatrio, una struttura atta a rinchiudere gli immigrati irregolari, attualmente gestito della società privata Ors Italia. Questa decisione si è dimostrata quanto mai infelice: da subito hanno cominciato a verificarsi “incidenti” all’interno del C.P.R. che si traducono in ambulanze che vanno e vengono da Macomer al pronto soccorso di Nuoro o a quello di Sassari.

Risse, ferimenti, tentativi di suicidio, atti di autolesionismo e molto altro hanno continuato a susseguirsi in tutti questi mesi: ricordiamo l’episodio che ha visto protagonista uno dei prigionieri, che esasperato dal rinvio del suo rilascio dalla struttura è salito su un muro per urlare il suo desiderio di libertà precipitando poi giù. Ancora pochi giorni fa, un uomo si è cucito la bocca con ago e filo, e a questi episodi si aggiungono gli scioperi della fame e i tanti momenti di una rivolta ininterrotta all’interno del C.P.R. che porta spesso le persone rinchiuse a salire sul tetto della struttura in segno di protesta per condizioni di vita disumane.

Dalla viva voce delle persone recluse abbiamo la certezza del superamento del limite di detenzione per alcuni, abbiamo notizie di violenze da parte delle forze di sicurezza, di cibo non buono, della continua somministrazione di psicofarmaci e visite mediche scarse e superficiali. Abbiamo ricevuto richieste di beni di prima necessità assenti all’interno e ci è stato raccontato dell’ingiustizia di non poter stare davanti al giudice di pace che decide della loro vita e della quasi impossibilità di comunicare con l’esterno. Queste violenze sono all’ordine del giorno per chi è rinchiuso in un C.P.R. colpevole di essere immigrato/a irregolare. Tortura legalizzata oltre la legge!

La Prefettura di Nuoro che è responsabile di questa prigione rifiuta di esporsi, mantenendo un totale silenzio stampa circa la questione. Ostacola qualunque tentativo di comunicazione con l’esterno, rimane indifferente davanti alle rivendicazioni delle persone costrette all’interno. Lo Stato si nasconde dietro a un dito di fronte a questo lager legalizzato. Il silenzio assordante è rotto solo dalle sirene delle ambulanze, dalle urla e dai rumori degli abusi e dei pestaggi che arrivano dall’interno, di cui gli abitanti della zona di Bonu Trau sono testimoni. Un comportamento che in altra sede meriterebbe l’apertura di un’inchiesta.

Il C.P.R. è una voragine di violenza e vessazione in cui la legge scompare per fare spazio alla tortura e alla coercizione ed è per questo che come assemblea No CPR né a Macomer né altrove, abbiamo deciso di indire un presidio, invitando tutte le realtà, associazioni e individui/e con l’intento di portare sotto la Prefettura di Nuoro le nostre domande e le nostre richieste di chiarimenti e spiegazioni, finora rimaste inevase e inascoltate.

Invece di rispondere di ciò che succede nel C.P.R., a noi come alla stampa, la Prefettura preferisce costruire una farsesca parodia del controllo democratico a proprio uso e consumo, scegliendo accuratamente quali visitatori accettare o escludere dalla struttura, avvocati compresi, circondando qualsiasi visitatore gradito con un codazzo di controllori, nel migliore stile di qualsiasi regime totalitario, nominando infine un fantomatico gruppo di controllo composto interamente di soggetti coinvolti nella creazione e gestione del centro. Ricordiamo infatti che fanno parte del gruppo dei “controllori” gli stessi soggetti che andrebbero invece controllati (Prefettura ed ente gestore), che compongono l’organismo assieme agli altri due responsabili della nascita del C.P.R. (Regione e Comune di Macomer).

Abbiamo deciso di incontrarci il giorno 7 luglio alle ore 17:30 davanti alla Prefettura di Nuoro in via Deffenu 60. Durante il presidio raccoglieremo donazioni per l’acquisto di schede telefoniche da utilizzare all’interno del C.P.R. di Macomer per agevolare le persone recluse all’interno a comunicare con l’esterno, soprattutto con familiari e legali.

Chiediamo gentilmente a chi parteciperà di indossare le mascherine durante lo svolgimento del presidio e di mantenere la distanza di sicurezza.

 

Per info e/o adesioni contattare: [email protected]”

 

Tags: Sardegna
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