Saras, è scontro Tunis-Murgia:”Toni da speculatori della politichetta”

La Murgia aveva dichiarato di avere pianto nell’avere visto il territorio di Sarroch ingabbiato dalle ciminiere. La risposta del direttore dell’Agenzia regionale del Lavoro: “Lei ha una visione contemplativa e l’acciaio la turba, ma qui si produce lavoro”. Chi ha ragione?

Stefano Runis, direttore dell’Agenzia regionale del Lavoro, attacca Michela Murgia, candidata di progres. Lo fa con una lettera aperta da “cittadino di Sarroch”. La mUrgia aveva dichiarato di avere pianto nel vedere il paese delle ciminiere, Tunis replica: chi attacca leindustrie lo fa con “toni da speculatori della politichetta o ambientalisti della domenica”. Ecco la lettera integrale diffusa da Tunis:


Gentile Dottoressa Murgia,
anche io l’altro giorno, come tutti i giorni, mi trovavo a Sarroch. Peccato non aver saputo della sua visita, altrimenti Le avrei reso onore.
Mi spiace che abbia pianto quando ha visto Sarroch, ma comprendo che ad una visione della nostra terra così profondamente contemplativa come la Sua, tutto quell’acciaio possa aver provocato più di un turbamento.
Non oso sperare che Lei abbia fatto la Sua passeggiata a piedi, oppure in bicicletta, o con qualunque altro tipo di mezzo di trasporto che non si serva di combustibili fossili, perché in quel caso, pur durando solo qualche ora di più, la Sua passeggiata poteva arricchirsi della nostalgia per i bei tempi andati.
Bei tempi quelli! In cui pochi possidenti, solitamente di nobili origini, potevano contare su diverse centinaia di uomini in salute che partecipavano, magari da mezzadri, al raccolto e potevano contemplare un paesaggio senza la preoccupazione che qualcuno avesse leso un loro diritto di cittadino o di lavoratore.
Vede, Dottoressa, uno dei meriti ascrivibili a strutture organizzative e sistemi produttivi complessi è anche quello di aver contribuito a una crescita sociale e culturale che non si ritrova, purtroppo, in atri modelli che Lei evoca.
Il valore del confronto, dello scontro politico, sindacale, la vicenda della militanza in organizzazioni sindacali e di tendenza, passa anche per il sacrificio di territori che con più autodeterminazione di quanto Lei immagini, hanno costruito una grande storia di relazioni umane, civili e industriali.
Vede, Dottoressa, ho atteso che le posizioni come le Sue fossero finalmente rappresentate in maniera così autorevole perché, per troppo tempo, sono state vessillo degli ambientalisti della domenica e degli speculatori della politichetta.
Non avendo potuto darle il benvenuto a Sarroch, Le do intanto il benvenuto nel terreno del confronto, dove il Suo punto di vista sarà accolto con il rispetto che merita e osteggiato con la dovuta determinazione.
Vede, Dottoressa, il modello di società che i nostri genitori hanno contribuito a costruire ha saputo accogliere e fare sintesi non solo dei benefici, ma anche dei pesi che le comunità hanno dovuto sopportare.
Ecco, Dottoressa, ciò che intendo dire è che, seppure il Suo punto di vista dovesse risultare largamente minoritario alle prossime elezioni in quei venti km di contraddizioni che ha percorso, quelli come noi sapranno cogliere gli spunti migliori e non fare come avete fatto Voi, anteponendo l’interesse locale a quello generale della comunità sarda.
Cordialmente.
Stefano Tunis, cittadino di Sarroch


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