Sant’Efisio scaccia la pioggia, il forte abbraccio con Cagliari e la Sardegna in via Roma (VIDEO)

Il martire guerriero riporta il sole, il classico concerto di sirene delle navi in porto accoglie il santo più venerato nell’Isola. Le lacrime dell’Alter Nos, i petali lanciati dai balconi del Comune, i turisti stregati da un rito che, seppur identico, ogni anno sembra innovativo. Meno gente dietro le transenne, colpa del maltempo iniziale e l’assenza di tribune.


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Più forte della pioggia, del vento e dell’assenza di tribune. Sant’Efisio ha superato le bombe del 1945, figurarsi una giornata un po’ uggiosa. Il martire guerriero passa sotto il Comune alle 13:15 per la 368esima volta, scortato dall’Alter Nos Giovanni Battista Ena che non riesce a trattenere le lacrime e saluta, in modalità loop, roteando il cappello nero d’ordinanza. A lanciare i petali della ramadura i gruppi folk insieme alla commissaria straordinaria Luisanna Marras, la presidente della Regione Alessandra Todde e tanti altri politici locali e regionali, insieme alle massime autorità civili e religiose. Meno gente rispetto alle scorse edizioni, non un’assenza così pesante ma che si è notata soprattutto nel tratto di via Roma, orfano come il resto del percorso delle tribune. Non tutti, alla fine, hanno voluto sfidare la sorte e restare in piedi, anche sotto la pioggia, per tante ore.
Ma alla fine va bene comunque così, Efisio ha iniziato il suo viaggio che si concluderà sabato notte, col ritorno a Cagliari e nella sua chiesetta di Stampace.


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