Sant’Efisio patrimonio dell’Unesco? Manca soltanto il sì del Ministero

Comune in pressing

Continua l’iter per il riconoscimento della festa di Sant’Efisio come patrimonio immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco. La richiesta formale era stata inoltrata il 22 gennaio scorso, ora arriva la risposta positiva di Giovanni Puglisi, presidente della commissione nazionale per l’Unesco, ma l’ok definitivo spetta al Mibac. “Tutto sta procedendo positivamente – spiega l’assessore comunale al Turismo, Barbara Argiolas – Insieme agli altri Comuni, la Curia e le confraternite stiamo integrando i documenti perché l’iter vada avanti, affinché la festa e lo scioglimento del Voto vengano inseriti nella lista Unesco”.

Intanto c’è il mistero sul dossier di candidatura presentato durante l’amministrazione Floris: non risulta nessun numero di protocollo né all’Unesco né al Ministero dei Beni Culturali, e soprattutto neanche negli uffici dell’assessorato al Turismo. “Abbiamo rifatto tutto da capo”, conferma l’assessore Argiolas. “Probabilmente qualcosa nel passato ha funzionato male”, aggiunge Paolo Casu, vicepresidente della commissione comunale. Eppure proprio cinque anni fa era stato lo stesso Emilio Floris, allora sindaco, ad aver annunciato, insieme alla dirigente comunale Ada Lai, la candidatura. “La pratica sta andando avanti, e recentemente ci hanno chiesto dei documenti integrativi alla relazione: ci vorranno ancora altri due o tre anni”, erano state le parole della dirigente il 13 marzo 2009, in occasione della presentazione dell’Accademia Internazionale di Musica. Ad oggi di anni ne sono passati cinque, e non solo la festa di Sant’Efisio non è stata inserita nella lista Unesco, ma non risulta nessun dossier al riguardo.


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