Sanna a Radio Casteddu: “Incertezza e tasse, commercianti sardi beffati e fustigati”

Sanna: “Oggi è zona arancione, ma nessuno ha riaperto. Perché c’è molta incertezza. In un momento come quello di Natale in cui i molti contavano sugli incassi, ma la boccata d’ossigeno è diventata camera a gas. Senza sostegno pubblico non potranno continuare”


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Commercianti beffati e fustigati. Così l’assessore regionale all’Urbanistica Quirico Sanna intervistato su Radio Casteddu: “Ormai siamo all’arcobaleno, manca il viole e il blu e li abbiamo fatti tutti i colori”, ha dichiarato Sanna, “viviamo l’improvvisazione, ci avvisano poche ore prima. Viaggiamo a fari spenti nella notte. La disperazione si vede quando voi fate un giro nella Marina. Il sistema del commercio è a dura prova. Oggi è zona arancione, ma nessuno ha riaperto. Perché c’è molta incertezza. In un momento come quello di Natale in cui i molti contavano sugli incassi, ma la boccata d’ossigeno è diventata camera a gas. Senza sostegno pubblico non potranno continuare. Non c’è stato nemmeno il rinvio delle tasse. La Regione ha investito 7 volte tanto quello che ha investito lo stato, ma anche questo è insufficiente. I famosi 800 euro erano palliativi per pranzo e cena. Neanche la guerra ha lasciato una situazione così pesante”.

Piano Casa. “E’ una riqualificazione urbanistica”, ha aggiunto Sanna, “una risposta concreta che la giunta Solinas ha dato. Abbiamo pensato a un intervento che creasse veri posti di lavoro e iniettasse liquidità. Siamo convinti che ci saranno lavori per milioni di euro. Ma ci stimo scontrando contro il muro dell’ostruzionismo delle opposizioni. Nei 300 metri dalle coste non ci sono aumenti di volumetrie, ma miglioriamo l’esistente senza consumare territorio. E’ un’opportunità per professionisti e lavoratori di poter operare. Ricordo che tra i  nuovi poveri ci sono anche i professionisti che fino a poco tempo fa vivevano del loro. Oggi la pandimia ha accentuato la crisi pregressa e il piano casa è una risposta concreta alla crisi. Andar vi dalla Sardegna non deve essere un obbligo come ora, ma una libera scelta”.


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