Sanità, rabbia Riformatori: “La Regione taglia medici e infermieri”

Esplode la polemica sulla nuova rete ospedaliera sarda

“Siamo stati tra i pochi a non contestare apertamente la Giunta dopo il varo della Rete Ospedaliera nelle scorse settimane, dicendo anzi che apprezzavamo lo sforzo di regolazione del sistema e di ottimizzazione nell’uso delle risorse.  Adesso che abbiamo visto il provvedimento, e lo stiamo ancora esaminando e soppesando visto che definirlo fluviale è un eufemismo, dobbiamo dire che ne siamo abbastanza delusi. Intanto va ben aldilà di una semplice redistribuzione di posti letto, come una rete ospedaliera dovrebbe essere, ma investe aree che sarebbero di pertinenza di un Piano sanitario Regionale. Questo fa una grande differenza perché il primo va semplicemente in commissione, il secondo deve essere adottato dal Consiglio”. Lo dice il coordinatore del Centro Studi dei Riformatori sardi, Franco Meloni.

“Detto questo – prosegue – bisogna dire che il provvedimento appare improntato a caratteri di assoluta arbitrarietà mentre si cerca di far sembrare tutto matematico o almeno legato a standards più o meno condivisi. Non è così, le scelte politiche ci sono , legittime ma politiche: traspare qua e la che si vuole accontentare qualcuno o qualche territorio mentre altri sono trattati letteralmente a pesci in faccia, vedi San Gavino in un caso e Iglesias o Alghero nel secondo. Molte altre scelte appaiono arbitrarie o comunque non giustificate : perché – giusto per fare un esempio – Nuoro diventa I° livello “rinforzato” e Oristano no ?

Eppure la vicinanza di Olbia , che avrà pure il Mater Olbia con le superspecialità, e gli ambiti di popolazione farebbero pensare al contrario: intendiamoci , non abbiamo nulla contro Nuoro ma ci piacerebbe- sempre per esempio – che anche Oristano fosse trattata come merita ma qui pare che la presenza in Giunta di autorevoli esponenti di Nuoro o direttamente o per interposta persona, abbiano fatto pendere la bilancia da una parte, e questo non è né giusto né accettabile. Ma nel complesso il provvedimento appare modesto sotto il profilo culturale nonostante i paroloni in dosi massicce, e sopratutto timido : poche scelte, quasi tutte nella direzione di accontentare il più possibile interessi ben ravvisabili sullo sfondo, e la evidente tendenza cambiare definizioni e terminologia ma a lasciare sostanzialmente tutto com’era.

Difficile che da questa cosa confusa vengano fuori le centinaia di milioni di euro di risparmi che, secondo la maggioranza attuale di centro sinistra, si sarebbero facilmente recuperati una volta fatti fuori i direttori nominati dal centrodestra. E infatti il primo provvedimento incisivo è il blocco delle assunzioni, altro che razionalizzazione, meglio chiamarli con il loro nome, tagli”.


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