Sanità ko nel Sulcis: “Pazienti nei corridoi e medici insufficienti, arriveranno quelli in affitto”

Il drammatico quadro, emerso nella conferenza socio sanitaria, riportato dalla sindaca di Villamassargia. Giovedì maxi protesta a Cagliari: “Nei pronto soccorso di Iglesias e Carbonia non si arriva ai 13 medici indispensabili per tenerli aperti”

Sanità sempre più nel caos nel Sulcis, cittadini e sindaci preoccupati e pronti all’ennesima protesta a Cagliari e l’Ares prova a tappare buchi promettendo l’arrivo di medici in affitto. La grave situazione che vivono gli ospedali di Iglesias e Carbonia ha portato a una conferenza socio sanitaria urgente, alla quale hanno partecipato diversi primi cittadini sulcitani. Tra loro anche la sindaca di Villamassargia, Debora Porrà: “È un periodo molto critico per la nostra Asl. Non solo per il pronto soccorso del Cto, le criticità sono tantissime mentre la Asl Sulcis è in procinto di preparare l’atto aziendale”. Il 25 giugno la decisione di sbarrare il pronto soccorso a Iglesias: “I concorsi di Ares non hanno portato nuovi medici. I più rari sono appunto i medici di pronto soccorso e gli anestesisti. Al Cto ci sono 5 medici sulle 24 ore e uno che non fa le notti. Cinque al Sirai, più i 4 del Cto sono 9. Lo standard minimo per tenere aperto un pronto soccorso è di 13 medici. Siamo sotto, è una situazione molto grave al di là dei numeri”, prosegue la Porrà.

 

Ed ecco, ancora più nei dettagli, le tantissime situazioni di caos nella sanità sulcitana: “La chirurgia funziona fino al venerdi con interventi programmati. Al Cto, inoltre, mancano il radiologo, il cardiologo, il neurologo. Non c’è una situazione di sicurezza. I medici hanno fatto un esposto in procura per questi motivi. Il sovraffollamento del pronto soccorso del Sirai ha avuto delle conseguenze: medicina chiusa. Cosa succederà?Arriveranno 5 internisti dopo il 20 agosto. Il Cto è un punto di primo intervento, codici branchi e codici verdi. A breve va risolta la riapertura di medicina. Non abbiamo medicina d’urgenza. I corridoi pieni di pazienti sono un’immagine che va dritta al cuore e sicuramente non dignitosa, anzi inaccettabile. Nella medicina del Sirai ci sono 10 pazienti Covid ed esistono difficoltà per problemi sociali nelle dimissioni e per l’assistenza degli anziani. Man mano che passa il tempo la situazione peggiora. Prima avevamo 31 anestesisti, ora ne abbiamo 17 parte dei quali andranno a Cagliari. Laboratorio analisi, storia simile: richiesti 16, arrivati 4, ammalati 4.

Si è fatta una manifestazione di interesse con prestazioni aggiuntive. Con questi numeri non si può riaprire subito. Ares ci manderà i medici in affitto intorno al 13 agosto, data in cui si potrebbe riaprire gradualmente il pronto soccorso” di Iglesias. E tutto il Sulcis Iglesiente è in fibrillazione: giovedì mega protesta davanti all’assessorato regionale della Sanità, a Cagliari, di semplici cittadini ed esponenti politici: “La sanità è un bene comune e prezioso per tutto il territorio”.