Sanità in Sardegna, la rabbia dei dipendenti dell’Ats: “Da due anni non ci pagano i buoni pasto”

Medici, infermieri e segretari che lavorano negli ospedali e nei centri dell’Ats della Sardegna furiosi “perchè non hanno ancora ricevuto i buoni pasto del 2019 e attendono il saldo di quelli del 2018. Quando si tratta di non pagare regolarmente, l’azienda si nasconde dietro impedimenti di varia natura, però spende soldi pubblici per un sistema elettronico di pagamento”

I “famosi” ticket restaurant per i dipendenti dell’Ats? Da due anni sono un miraggio: “Quelli del 2019 devono ancora riceverli e manca il saldo di quelli del 2018”. A denunciare la situazione è il sindacato Fials, attraverso il suo segretario provinciale Paolo Cugliara. In pratica, medici, infermieri e “amministrativi” – come, per esempio, i segretari in forza all’Ats Sardegna – negli ultimi due anni hanno dovuto fare a meno dei buoni pasto: “A fronte di questa situazione ci troviamo innanzi al fatto che ogni Assl si comporta con i dipendenti come se fosse ancora un’azienda a parte, con differenziazioni territoriali notevoli. Quando si tratta di non pagare regolarmente gli istituti contrattuali previsti, l’azienda si nasconde dietro impedimenti di varia natura o  nicchia sulla mancanza di sostegno economico, ma in questo caso”, tuona Cugliara, “siamo andati ben oltre perchè sono stati spesi soldi pubblici per avviare un sistema elettronico di pagamento ed oggi, in modo poco trasparente, si torna indietro rendendo inefficace lo stesso metodo ovvero ritornando al sistema di somministrazione cartacea.

“Chiedo al commissario straordinario dell’Ats, Steri, di intervenire per risolvere questa problematica, che in un periodo di grande difficoltà economica per tutti, colpisce oltremodo i dipendenti privandoli del godimento previsto dalle norme”.

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