Sandro Murru: “Discoteche aperte e poi chiuse, orari ridotti: noi artisti siamo indispensabili”

In piazza a protestare c’è anche “Kortezman”: “Mi ero reinventato, facendo serate animate nei ristoranti. Hanno bloccato anche quello. Non abbiamo mai visto sussidi, vogliamo lavorare: se ci sarà un nuovo lockdown dovremo tenere alto il morale della gente”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

Scalino dopo scalino, la “discesa” verso lo stop totale è arrivata con l’ultimo Dpcm di Conte. “Discoteche aperte e poi chiuse, orari ridotti: saremo ancora gli ultimi a ripartire”, tuona Sandro Murru, famosissimo dj e produttore sardo. Ma non solo: “Lavoro dal 1980 nello spettacolo, tra feste, animazione nelle piazze, radio. Ci stanno dimenticando, lo spettacolo non deve morire. Mi ero reinventato, provando a fare serate animate da seduti nei ristoranti, non c’erano contagi e nessun problema di Covid. Ora ci hanno levato l’ultima fonte di guadagno che ci permetteva di portare dei soldini a casa. Non abbiamo nessuna possibilità di lavorare”, osserva l’artista. “Non vogliamo solo sussidi, a parte che non li abbiamo mai visti, ma chiediamo di poter lavorare in sicurezza, sapendo cosa possiamo e cosa non possiamo fare”.
“La nostra presenza è importante, serviremo per tenere alto il morale della gente se ci sarà un altro lockdown, molti avranno una crisi anche esistenziale. Noi siamo importanti anche per questo. Sono molto addolorato, ma anche stavolta, come dicono anche i miei colleghi, mi reinventerò”.


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