San Michele, mille firme per dire no al muro: “Un’opera mostruosa”

Petizione popolare dei residenti di San Michele: “Nel quartiere serve verde pubblico, non opere mostruose che creano situazioni di pericolo”

Circa mille firme per dire no al contestato muraglione di piazza San Michele. “Un’opera mostruosa”, come la definiscono residenti, religiosi che frequentano la chiesa Madonna della Medaglia Miracolosa, e gli ambulanti che fino a qualche mese fa stazionavano nella piazza. “Non abbiamo nulla contro l’amministrazione – spiega Rosa Fausta Bassu, residente – Vogliamo solo far sentire la nostra voce che finora è rimasta inascoltata. Questo intervento è stato fatto senza tener conto dei problemi sociali che riguardano il quartiere: un rione dove si concentrano la maggior parte degli alloggi popolari della città, circa duemila, e con meno verde urbano fruibile per abitante. Siamo molto delusi da questo intervento che all’inizio lasciava tanta speranza: nei disegni virtuali appare molto bello, ma nella realtà risulta un’opera mostruosa che crea diverse situazioni di pericolo”.

LA PETIZIONE. La richiesta principale, come più volte detto, è che “i muri vengano immediatamente rivisti e rimodellati limitando il più possibile l’impatto visivo e ogni tipo di divisione o recinzione architettonica, ambientale e sociale, dandogli un andamento che segua quello naturale dello scivolo esistente, come prevedeva il disegno originario dell’architetto che ha progettato la chiesa nel 1967. Tali modifiche dovranno consentire di posizionare il cancello che si rende necessario per permettere di salvaguardare il sagrato della chiesa da incursioni vandaliche notturne”. Non solo, il comitato di residenti chiede anche “che venga ripreso lo stesso motivo del sagrato, presente nel progetto sopra menzionato anche in prossimità dell’ingresso alla chiesa inferiore in modo adatto a non sottrarre ulteriormente luce e aria alle aule catechistiche e alla cappella e ad eliminare le diverse zone nascoste e prive di visibilità, quali i muri che nascondono le scale in fase di realizzazione che portano dalla piazza alla chiesa superiore e relativi sottoscala e quinte non necessarie, che rendono di fatto non sicuro (scippi, spaccio, droga e quant’altro) l’accesso alla cappella, alla chiesa superiore e la fruibilità della piazza”. Tra le altre richieste anche il ripristino dello spazio verde nella zona dove sarà posizionata la statua di padre Abbo, e che gli arredi, in particolare le panchine, siano funzionali per gli anziani e i bambini. “Abbiamo chiesto un incontro col sindaco – precisa Claudio Mudu, del comitato dei residenti – Siamo molto contrariati per il fatto che il Comune abbia screditato i nostri parroci, che godono della nostra totale fiducia”.

I RISCHI. “L’altezza attuale dei muri – spiegano i residenti – crea zone di pericolo e causa degli strapiombi facilmente accessibili: per questo motivo domandiamo se siano state rispettate le norme di sicurezza e i vincoli paesaggistici esistenti. Inoltre, la costruzione di questi muri o recinzioni, accentuano, visto l’aumentato dislivello, la raccolta di immondizia e acqua piovana, convogliata verso la cripta e ai locali adiacenti adibiti a catechismo, aumentando in questo modo il problema degli allagamenti durante i temporali. E ci teniamo a ricordare che la piazza è posizionata in un’area sensibile a rischio idrogeologico  in caso di elevati apporti pluviometrici, come testimoniano i frequenti allagamenti che si sono verificati in tempi recenti in via Emilia, Abruzzi e via Campeda in occasione dell’ultima alluvione del 2008. E poi c’è l’accesso carrabile alla piazza situato in prossimità dell’incrocio semaforico, potrebbe creare numerose situazioni di pericolo sulla viabilità e sul transito pedonale”.


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