Samassi, la “festa” di fine anno scolastico trasforma il centro in un tappeto di rifiuti

Nei pressi della stazione dei treni, adiacente alle scuole medie e alla discoteca, un tappeto di bottiglie di plastica e di vetro, bicchieri e cartacce varie hanno fatto indignare residenti, passanti e sindaco

La festa di fine anno scolastico ha lasciato i segni  a Samassi. Sabato e domenica numerosi ragazzini hanno festeggiato la chiusura della scuola con i classici gavettoni. Non solo. L’euforia si è protratta per tutta la notte e il passaggio degli studenti in festa non è passato inosservato. Nei pressi della stazione dei treni, adiacente alle scuole medie e alla discoteca, un tappeto di bottiglie di plastica e di vetro, bicchieri e cartacce varie hanno fatto indignare residenti, passanti e sindaco. Non è una situazione occasionale. Anzi. Ogni fine settimana si ripresenta quasi lo stesso scenario desolante. Oggi, in maniera ancora più evidente. Enrico Pusceddu, il sindaco di Samassi, esprime il suo disappunto e avverte:

“L’estate è solo all’inizio. Questo è il buongiorno che ricevono i lunedì mattina i cittadini residenti attorno alla discoteca o coloro che prendono il treno alla stazione o i ragazzi che vanno alle scuole medie. Per non parlare di ciò che accade la notte e degli schiamazzi che danno la “buonanotte” ai residenti che hanno la “fortuna” di vivere attorno ai locali d’intrattenimento notturno. A queste foto avrei potuto aggiungere quelle che descrivono la situazione dopo ogni weekend negli altri parchetti, nelle piazze, nei marciapiedi o nelle strade in cui per tanti concittadini i cartelli di divieto rappresentano solo folkloristici elementi d’arredo urbano. Io non ho più parole per descrivere queste situazioni, il Comune non ha le risorse e le forze sufficienti per star dietro anche a tanta maleducazione quindi o ci diamo una mano tutti quanti e ognuno fa la sua parte (in particolare i genitori e le famiglie) oppure mi troverò costretto ad adottare le opportune contromisure emanando ordinanze che ci riporteranno indietro al tempo “de su scannisceddu in su friscu” e nulla più”. 


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