Salvini “infiamma” Cagliari: “Sono con giovani e pastori, basta arrivi di clandestini”

Il leader leghista rispolvera le “classiche” ricette e le adatta all’Isola. “I giovani devono poter lavorare qui, basta col business dell’immigrazione. Rispetto profondamente la storia della Sardegna”

Matteo Salvini Cagliari 2017

Il poker di temi della Lega va bene anche per Cagliari e la Sardegna. Certo, ci sono le “novità” come la continuità territoriale, “è lì da vedere, bisogna garantire il diritto a spostarsi senza pagare un occhio della testa” e le “confessioni” come i gusti musicali, “nel mio mp3 ho ‘No potho reposare’ cantata da Andrea Parodi, è bellissima”. Per il resto, Matteo Salvini sbarca a Cagliari rispolverando i punti-chiave del programma da tradurre in realtà nel caso la Lega riuscisse ad andare al governo. “Anche nell’Isola c’è il business dell’immigrazione, bisogna difendere gli albergatori che lavorano con i turisti e non con gli immigrati clandestini, mantenuti dallo Stato per non fare nulla tutto il giorno. Bisogna tutelare anche i pastori sardi”.

E poi, è tutto un elogio a quella stessa Isola apostrofata – non molti anni fa dai leghisti – come parte della “terronia”. “I sardi hanno una lingua, una bandiera e un’identità tramandata nel tempo, ho rispetto per la loro storia. I ragazzi sardi non devono più scappare via per lavorare, anche questo è il segno del fallimento della politica regionale e nazionale, che discrimina l’Isola tenendola in un angolo”.


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