Salvini a Sassari: “La Brigata nelle strade per liberare il centro dalla mafia nigeriana”

Il vicepremier tra le vie del centro storico sassarese: “Avere un orgoglio come la Brigata Sassari a poche centinaia di metri da una centrale dello spaccio gestita dalla mafia nigeriana è qualcosa di inaccettabile”. Sinistra Futura: “Ennesimo spot”

La Brigata in azione contro la malavita nigeriana nel centro storico di Sassari. La proposta è del il vicepremier Matteo Salvini, oggi nel capoluogo turritano per un tour elettorale.

Il leader del Carroccio ha effettuato un sopralluogo tra le vie del centro storico per toccare con mano la situazione di “assedio dalla criminalità nigeriana ed extracomunitaria che i cittadini perbene di Sassari sono corretti a vivere da anni”, come l’ha definita il presidente del consiglio regionale Michele Pais.

“Ne parlerò con i ministri dell’Interno e della Difesa”, ha dichiarato Salvini, “avere un orgoglio come la Brigata Sassari a poche centinaia di metri da una centrale dello spaccio gestita dalla mafia nigeriana è qualcosa di inaccettabile. Farò di tutto”, ha aggiunto, “perché questi ragazzi, che sono un orgoglio per le missioni di pace nel mondo possano riportare un po’ di pace anche a Sassari. Non è possibile che i negozi, le case, le scuole, i ragazzi e le ragazze non siano più liberi di vivere una parte della loro città”.

Salvini ha visitato la caserma La Marmora per un saluto e un ringraziamento alla Brigata.

“Oggi Salvini, a Sassari, ha detto che il miglior modo per combattere la criminalità è quello di schierare la Brigata Sassari”, ha dichiarato Sinistra Futura, “denunciando, a sua insaputa, due cose: l’incapacità (voluta o non voluta) dello Stato Italiano di limitare la violenza con soluzioni adeguate e il fallimento della giunta Campus, che in questi cinque anni non è stata in grado di dare sicurezza ai cittadini e alle cittadine sassaresi.

Quello di Salvini è l’ennesimo spot. Una mera soluzione tampone che rinvia i problemi, senza costruire una risposta strutturale. Invece serve ascoltare i residenti, concordare buone pratiche collettive, migliorare la qualità della vita delle persone, intervenire sulla vivibilità dei luoghi. Sono misure di prevenzione e sicurezza che, come dimostrano tanti altri casi in giro per il mondo, ripagano gli sforzi fatti”.

 

 

 


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