L’appello del cuore di Salvatore e Sabine: “Cerchiamo l’angelo che ha tenuto la mano a nostro figlio prima di morire”

Sono i genitori di Adriano Secci, il 35enne morto nell’incidente di San Vito del 19 giugno scorso. Cercano la giovane donna che gli è stata accanto negli ultimi istanti della sua vita: “Aiutateci a trovarla”. Potrebbe essere un’infermiera del paese

Cercano la persona che ha stretto la mano al figlio negli ultimi istanti della sua vita. Sabine e Salvatore Secci, due genitori distrutti dal dolore per la perdita del loro figlio Adriano, morto in un incidente a San Vito il 19 giugno scorso, cercano la giovane donna che ha prestato soccorso subito dopo lo schianto che ha tenuto per mano il loro figlio fino a quando ha cessato di vivere.

Secondo l’appello lanciato sui social network, sono poche le informazioni disponibili su questa persona: probabilmente si tratta di un’infermiera che, forse, si trovava nella SS 387 di passaggio. Ma c’è un indizio: dovrebbe trattarsi di una persona del paese. Perché la madre della donna si sarebbe presentata per un saluto alla vittima dell’incidente all’obitorio del paese, che avrebbe raggiunto a piedi. L’appello è stato pubblicato nella pagina Facebook di Franca Mulas.

Secci, aveva 35 anni ed era nato e viveva in Germania. È la vittima del terribile schianto avvenuto a San Vito, sulla Ss 387 nel giugno scorso. Il giovane, alla guida di una Nissan Qashqai, appena uscito da una delle gallerie ha perso il controllo del volante ed è morto nell’auto che si è infilzata nel guard rail.

I soccorritori non hanno potuto fare nulla, al loro arrivo Secci era già morto a causa di un trauma cranico e cervicale e allo sfondamento del torace. Sull’asfalto non sono state trovate tracce di frenata: potrebbe essere stato fatale un malore o una distrazione. Ora i genitori Sabine e Salvatore Secci desiderano conoscere la persona che si è presa cura degli ultimi istanti di vita del loro figlio e ringraziano tutte le persone che li aiuteranno in questa ricerca.

 

 


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