Sagra di Sant’Efisio a Cagliari, cacciata dopo 20 anni di sfilate una storica tracca di Quartu

La delusione della famiglia Sunda: “L’anno scorso per tutelare il benessere animale dei buoi ci siamo fermati prima di via Angioy, abbiamo saputo per caso che gli inviti per la 368° Festa sono arrivati, non a noi. Spero che il Comune o le istituzioni regionali possano intervenire per farci partecipare al rito”


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Quartu Sant’Elena – Esclusa  dalla processione di Sant’Efisio la storica tracca di Pietro Sunda: “L’anno scorso per tutelare il benessere animale dei buoi ci siamo fermati prima di via Angioy, abbiamo saputo per caso che gli inviti per la 368° Festa sono arrivati, non a noi. Spero che il Comune o le istituzioni regionali possano intervenire per farci partecipare al rito”. Non una semplice processione, bensì il culto e la fede legata al Santo più amato dai sardi: Efisio rappresenta la devozione di un popolo verso il suo martire salvatore che, nonostante siano trascorsi oltre tre secoli, il voto perpetuo viene rinnovato. Sempre.

Una tradizione che parte dal cuore, un legame indissolubile: un vincolo al quale la famiglia Sunda non vuole proprio rinunciare. “Noi abbiamo sempre avuto i nostri buoi, allevati come membri della famiglia, belli e in salute. Dopo 20 anni non possiamo più portarli in processione, sono anziani, stanchi e, sino a reperire una coppia di vitelli con le giuste caratteristiche, abbiamo deciso di noleggiare una coppia di buoi di Orani. Il primo anno è andato tutto bene, l’anno scorso, invece, per chissà quale motivo, gli animali non volevano camminare.

Probabilmente sono arrivati stanchi, loro non parlano, forse non hanno ruminato bene durante il viaggio. Siamo partiti dalla semoleria sino al largo e ho notato che il giogo cercava di fermarsi. Si è deciso di iniziare la sfilata ma con la premessa che, se gli animali non avessero percorso sereni la strada, ci saremmo ritirati. Per il loro bene”. E così è stato: prima di percorrere via Angioj, la tracca di Sunda ha deviato il percorso. È bene precisare che

prima di partire i veterinari effettuano tutti i controlli dovuti: se questi sono positivi, vuol dire che gli animali stanno bene e sono pronti per la processione. Ma gli imprevisti, come accadano alle persone, possono giungere anche per gli animali: “Sono molto particolari, anche per urinare si fermano, sono in sintonia e se uno sta male, sta male anche l’altro. Qualche giorno fa mi è giunta voce che sono arrivati gli inviti, non a me, ho chiesto informazioni telefoniche al direttore artistico, il quale mi ha risposto con un messaggio che non era gradita la nostra partecipazione. Allora ho telefonato e ho esposto che non era necessario escluderci per quanto accaduto l’anno scorso con i buoi”.

44 anni e 6 figli, sempre al fianco di Efisio: per Pietro Sunda è un voto, “sono molto devoto”, ha chiesto a Efisio di intercedere per un giovanissimo familiare che ha avuto una grave malattia “e mio padre, nonostante fosse stato operato al cuore non ha esitato e ha accompagnato il Santo a Nora. Non si può spiegare quello che proviamo, il nostro carro ha ruote di 200 anni e i cesti che allestiamo sono della mia trisnonna, mi è stato tramandato l’amore per il Santo e io ai miei figli che attendono impazienti il momento per iniziare i preparativi”.

Un appello alle istituzioni, quindi, per non perdere l’appuntamento con la tradizione più amata e sentita, quella che lega la famiglia Sunda, come il popolo sardo, al Santo che salvò l’Isola dalla peste.


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