Sagra di Santa Greca e abusivismo, Medda: “Non diventi un suq”

Lo sfogo del presidente dell’Anvi Andrea Medda: “A breve inizierà una delle sagre più importanti delle Sardegna, ci auguriamo che il comune di Decimomannu ponga in essere maggiori controlli per combattere l’abusivismo dilagante che si crea durante la festa. L’anno scorso sembrava di essere un suq”

A breve avrà inizio una delle sagre più importanti della Sardegna: quella di Santa Greca a Decimomannu. Senza voler ora considerare il significato religioso che continua ad essere il 
fondamento della sagra, la stessa si contorna di un significato anche “commerciale”, nella presenza 
delle “locande”, vere e proprie attività di somministrazione, oltre alla presenza di numerosi 
commercianti su area pubblica. 
“Sull’esperienza dell’anno passato, ci auguriamo che il Comune di Decimomannu, con la sua 
Polizia Municipale quest’anno ponga in essere maggiori e inflessibili controlli per combattere 
l’abusivismo dilagante” commenta Marco Medda, presidente dell’ANVA Provinciale di Cagliari, 
aderente alla Confesercenti  
“L’anno passato la Sagra sembrava essere un suq, piuttosto che a una 
iniziativa che richiama tradizione, cultura e religione tipiche della Sardegna. Le segnalazioni che 
abbiamo avuto da diversi nostri associati ci hanno spinto a sollevare il problema” prosegue Medda 
“in quanto la presenza degli abusivi danneggia chi, con grande fatica, è ligio al dovere e segue 
tutte le normative per essere in regola.” 
“L’abusivismo costa all’Italia un mancato fatturato di oltre 21 miliardi di euro, per un mancato 
gettito fiscale pari a circa 11 miliardi di euro” sottolinea Medda, “e, anche in piccole realtà come 
quella di Santa Greca (rispetto al quadro nazionale) il danno che si genera per gli operatori onesti è 
importante. Troppe volte chiediamo l’intervento delle forze dell’ordine, in particolare della Polizia 
Municipale, ma troppo spesso le nostre richieste restano inascoltate, lasciando senza nessuna 
tutela gli operatori onesti che hanno partecipato a una gara per poter piazzare la loro attività e per 
la quale pagano i salati tributi che sono previsti dalla legge” prosegue Medda. 
 
“Abbiamo necessità che le forze dell’ordine preposte al controllo intervengano con forza per multare sia coloro che 
vendono prodotti contraffatti, ma ricordiamo anche che si devono sanzionare i clienti che non si 
rendono conto di quali siano i danni che questo acquisto genera: dal finanziamento della 
criminalità organizzata, al mancato gettito fiscale, alle problematiche per la salute delle persone” 
conclude Medda. 
  

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