Rossomori, primo comandamento: una politica pulita

E Muledda chiama Michela Murgia: “Dopo il voto costruiamo una casa comune dei sardi, sovranista dentro l’Europa”. Presentate le liste in cui si candidano anche i fuoriusciti dell’Italia dei Valori e fondatori di “Sardegna pulita”. 


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I Rossomori scommettono tutto su etica e moralita’ della politica e puntano a costruire una casa comune sovranista dentro l’Europa insieme a Michela Murgia. Un progetto preciso, da mettere a punto subito dopo le elezioni del 16 febbraio perche’, racconta Gesuino Muledda, “ci abbiamo provato a coinvolgere Michela Murgia in questo progetto e per ora non ci siamo riusciti, ma ci riproveremo subito dopo il voto”. Nelle liste presentate oggi ci sono 58 candidati, di cui 14 “fuoriusciti” dall’Italia dei Valori nel momento in cui il partito ha scelto di essere guidato da Giommaria Uggias, l’europarlamentare indagato per peculato: i fuoriusciti hanno fondato il movimento “Sardegna pulita”, mollato gli indagati al loro destino e deciso di avviare una stagione correndo coi Rossomori, a cominciare dal consigliere comunale di Cagliari Giovanni Dore fino a quello regionale Patrizio Rovelli, subentrato ad Adriano Salis, il primo condannato della maxi inchiesta sui soldi pubblici spesi dagli onorevoli sardi. Quattordici i punti chiave su cui e’ articolato il programma dei Rossomori: crisi sociale, credito, industria e sviluppo, istruzione e formazione, cultura, energia, federalismo interno, lingua sarda e patrimonio immateriale sardo, burocrazia, turismo, servitu’ militari, agricoltura, salute, mobilita’.

E’ il segretario regionale Tore Melis, anche lui candidato, a spiegare come mai un partito sovranista ha scelto di entrare in una coalizione fatta di partiti “italiani”, una volta trovato in Francesco Pigliaru un candidato governatore all’altezza delle aspettative etico-morali oltre che tecnico-politiche: “Il nostro obiettivo è un partito progressista sardo, federalista e sovranista, ma che cerca le alleanze per riuscire ad andare al governo della Regione le proprie idee, i principi, il programma”. L’alleanza, insomma, e’ il cavallo di Troia per entrare nel cuore del potere e da li’ tentare di modificare quello che non va. Il coordinatore di Sardegna Pulita, ex coordinatore regionale dei dipietristi Salvatore Lai promette che “saremo la spina nel fianco del centrosinistra, controlleremo consulenze e incarichi che devono essere attribuiti con trasparenza e in base esclusivamente alla competenza”. E poi fondamentale per noi – conclude Lai – sono la questione sociale, le poverta’ estreme e il lavoro. Come dice anche Pigliaru, bisogna saldare l’emergenza con la prospettiva”.  


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