Roghi tossici sulla 554, via alla sorveglianza fissa all’ex campo nomadi

Controlli ogni ora da parte della polizia municipale. L’ha annunciato il sindaco Zedda. Intanto si muove la magistratura: 9 cittadini rom di origine bosniaca indagati per disastro ambientale

Roghi tossici dall’ex campo nomadi sulla 554. Via alla stretta della polizia municipale: controlli ogni ora/ ora e mezzo. L’ha annunciato il primo cittadino Massimo Zedda, rispondendo in aula all’interrogazione del consigliere comunale Pd Marco Benucci. Una battaglia che si annuncia complicata, perché i roghi, dopo lo sgombero dall’area sulla 554, si stanno spostando in diversi punti della periferia della città.

Intanto si muove la magistratura. Nei giorni scorsi, il Sostituto Procuratore della Repubblica di Cagliari Giangiacomo Pilia ha chiuso l’inchiesta sui roghi di rifiuti vari presso il campo nomadi abusivo lungo la 554.

Inquinamento, gestione non autorizzata di rifiuti, disastro ambientale sono le contestazioni formulate nei confronti di nove cittadini appartenenti a due famiglie rom di origine bosniaca nell’ambito del procedimento penale relativo al sistematico incenerimento di rifiuti, che perdura da anni, nonostante il sequestro penale dell’area nel dicembre 2016

L’ultimo esposto a magistratura e polizia giudiziaria è stato inoltrato dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus in questi giorni in seguito all’ennesimo rogo di rifiuti in pieno giorno.

Nei mesi scorsi era stato nominato anche un consulente tecnico per appurare l’entità dell’inquinamento, più volte denunciato dai residenti dei quartieri “affumicati” quotidianamente e dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Oltre dieci anni di inquinamento quotidiano da sostanze tossiche ai danni dei residenti e dei lavoratori dei quartieri cagliaritani di Mulinu Becciu e di San Michele. “Chiediamo, quindi, che la Magistratura vada fino in fondo”, dichiara Stefano Deliperi, del Gruppo di Intervento giuridico, “accerti eventuali ulteriori responsabilità, magari di conferitori locali di rifiuti per i successivi roghi e disponga quanto prima il dibattimento penale su quello che è ormai definibile solo come “disastro ambientale”.


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