Roghi tossici e animali maltrattati nel campo Rom: “Ora basta”

Lettera di una residente al sindaco Zedda e segnalazioni ai carabinieri da parte di lavoratori e abitanti a ridosso della 554. L’Asce: “Questo è il risultato del fallimentare piano di inclusione sociale del Comune” – VIDEO –

Tre grossi roghi  in un mese e tutta la zona invasa da nubi di fumo nero. La denuncia arriva dalle persone che vivono e lavorano a ridosso del campo Rom della 554, vicino alla Motorizzazione civile. “Temiamo per la nostra salute e sicurezza – spiega Simona – Non è una questione di razzismo: se si comportassero bene potrebbero continuare a stare senza nessun problema, ma se la situazione rimane questa chiediamo che vengano spostati d qualche altra parte. Non possiamo continuare a vivere con roghi tossici praticamente ogni giorno”. Dopo le tante segnalazioni telefoniche a vigili del fuoco, carabinieri e polizia, oggi è scattata una denuncia scritta.

Animali maltrattati. Pronta anche una lettera con destinatario il sindaco Zedda, da parte di una lavoratrice della zona. “Tengo  a precisare  – si legge nella lettera – che non mi ritengo una persona incline al razzismo, non faccio distinzione tra colore della pelle e culture diverse, ma se il comportamento di alcune persone,italiane o straniere, non rispetta le normali regole per una convivenza civile e rispettosa nei confronti degli altri cittadini, ritengo sia necessario porre rimedio. Sono innumerevoli gli episodi angoscianti e sconcertanti che da anni mi ritrovo ad affrontare a causa dei rom: maltrattamento degli animali detenuti nel loro accampamento e lasciati a morire nei terreni davanti, degrado ambientale, furti, minacce, incendi, atti vandalici e tanto altro.  Un mese fa sono stata testimone del maltrattamento di un cane di taglia piccola da parte di una ragazzina rom che trascinava l’animale in questione con una corda prendendolo a calci. E non solo. Bruciano qualsiasi cosa incuranti dei danni che possono provocare a chi li circonda. Tengo a precisare che anche gli uffici della Asl di Cagliari , i carabinieri e anche l’Enpa di Cagliari sono a conoscenza della situazione ma non sanno come gestirla”. Poi l’appello diretto al sindaco: “chiediamo il suo intervento. Sarebbe  opportuno lo sgombero del campo rom, vista la presenza di uffici e impiegati ormai stanchi del loro comportamento incivile. Avere culture differenti va bene, ma se si chiede di essere integrati come cittadini italiani, ci si dovrebbe  comportare come tali, rispettando leggi, persone e norme igieniche”. 

A difendere la comunità Rom ci pensa Antonello Pabis, presidente dell’Asce, Associazione sarda contro l’emarginazione. “Non credo al maltrattamento degli animali – spiega – Ho visto tanti ragazzi rom piangere per la morte dei propri animali, quindi non credo siano capaci di trattarli male. Per quanto riguarda i roghi, si tratta di un metodo alternativo per ricavare il rame dai rottami per poi rivenderlo. Poi così come esistono i sardi maleducati e incivili, ci sono anche quelli rom. Ma diciamo che questa situazione in generale è frutto del falso piano di inclusione sociale messo in pratica dal Comune: nessuna tanto sbandierata democrazia partecipata per capire le loro esigenze e trovare un giusto compromesso”.

                                                                                  


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