Ricoveri ospedali cagliaritani, Marchi:”Ognuno faccia il suo mestiere”

L’intervento di Marcello Roberto Marchi 

di Marcello Roberto Marchi

“Non ho niente da eccepire sulle urgenze dei ricoveri ospedalieri nei confronti di chiunque ne abbia bisogno ma, sono questioni che, in tutta la loro libera coscienza professionale e umana, sono state sempre, e credo lo saranno  anche domani, dei medici che lavorano in Sardegna e in Italia. Che la medicina sia rimasta l’unica cosa di ” sinistra ” in Italia, è uno dei tanti luoghi comuni che hanno infarcito la nota pubblicata ieri in queste pagine, a firma del “Capo Scout e insegnante di matematica “Maria Paola Loy . La professoressa Loy continui pura a fare la Capo Scout e l’insegnante di matematica, lascia stare la medicina a chi svolge con merito e competenza questa professione.

Che la Circolare di cui si parla, sottoscrivendo, come io credo sia giusto e doveroso,  le denunce e le proteste di chi ha portato alla luce una tale disposizione , si sia dimostrata  inopportuna e  contraria al rispetto dovuto nei confronti sia degli ammalati sia dei medici, è evidente e   non trova alcuna giustificazione plausibile, se non quella di un inusitato zelo burocratico. La professoressa Loy, nell’affermare che i ricoveri programmati possono essere  tranquillamente rinviati e che i pazienti in dimissione possono essere altrettanto tranquillamente dimessi, non si è trovata evidentemente, e glielo auguro di cuore di non trovarsi mai in una tale condizione. Io,purtroppo, ho avuto una tale esperienza sulla mia pelle e posso parlarne con dovizia di particolari, non certo in questa sede . Posso in paticolare dire che gli interventi programmati, spesso  concordati  tra diversi apparati del sistema ospedalierio regionale e nazionale, non possono essere facilmente rinviati,  così come non sempre un paziente in dimissione è effettivamente dimissibile, tenuto conto dello stato reale di salute e di eventuali emergenze che potrebbero manifestarsi all’ultimo momento. Colgo da ultimo il consiglio che la Professoressa Loy rivolge con supponenza ai suoi interlocutori : sia più modesta e si dedichi alla matematica e agli scout, lasci la medicina a chi se ne intende e la pratica per professione, pensando veramente e in maniera esclusiva agli ammalati, non certo p che l’unica medicina serie possa essere quella di ” sinistra”, come Lei con giudizio ingeneroso l’ha  etichettata”. 


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